Sicurezza
Gasolio taroccato a Crespina Arrestata contabile pratese
prato
Gasolio “tagliato” con olio grezzo attraverso un dosaggio sufficiente a rendere commercializzabile il carburante. Con un vantaggio evidente e immediato: non venivano pagate le accise. Un sistema che in pochi mesi ha permesso ai protagonisti dell’operazione “Petroloro” di evadere almeno 7 milioni di euro mettendo in circolazione circa 10 milioni di litri di gasolio taroccato. Pagato a prezzo pieno, ma in realtà con quantità e qualità inferiori. Carburante finito anche nei serbatoi degli automobilisti pisani.
Uno dei depositi di stoccaggio di carburante venduto all’ingrosso era a Crespina gestito dalla società Ksenya. Altri si trovano tra Mantova, Verona e Caserta. Un’indagine rapida quella della Guardia di finanza di Pisa, conclusa con 12 arresti (undici ai domiciliari e uno in carcere) e 8 tra obblighi di dimora e di firma. I reati con cui sarebbe stata alimentata la frode vanno dall’autoriciclaggio al contrabbando, dalla ricettazione alla bancarotta fraudolenta, dal falso alla contraffazione. Il tutto legato dal vincolo dell’associazione a delinquere.
È stato il procuratore capo Alessandro Crini, con il titolare delle indagini, il magistrato Egidio Celano e il comandante provinciale della finanza, colonnello Giancarlo Franzese, a illustrare il meccanismo della filiera «criminale da parte di soggetti alla ricerca di società in crisi da comprare per mettere in atto la frode le cui proporzioni sono ancora da valutare nel loro complesso».
Al vertice dell’organizzazione c’era Alberto Cozzolino, 33 anni, residente a Volla (Napoli), già arrestato nel 2014 per reati analoghi, l’unico finito in carcere. Tra i suoi principali collaboratori Ferdinando Auriemma, 41 anni, campano e Antonio Manna, 31 anni, entrambi ai domiciliari. Stessa misura cautelare degli arresti in casa per Simona Stefanini, 58 anni, di Prato, contabile della società di gestione del deposito di Crespina. Misure cautelari e sequestri hanno riguardato anche le province di Livorno, Firenze e Caserta. Tre le società a cui sono stati messi i sigilli, 20 i conti correnti sequestrati con lo stop anche a 103 tra rimorchi, cisterne, auto e moto per un valore di 14 milioni di euro. — p.b.
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