Il Tirreno

Prato

Rifiuti in calo con la chiusura delle attività. Le mascherine vanno nell’indifferenziato

di Alessandro Formichella
Rifiuti in calo con la chiusura delle attività. Le mascherine vanno nell’indifferenziato

Il bilancio dei vertici di Alia che si preparano a riaprire gli sportelli al pubblico: "Grazie ai dipendenti, sempre presenti".  A Carmignano una consigliera dice no alle multe: impossibile farle, sono inefficaci

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PRATO. Con la chiusura delle attività, la produzione dei rifiuti raccolti porta a porta è scesa sia a marzo che ad aprile in tutto il Pratese. I numeri indicano che l’organico raccolto a marzo è calato dell’1% mentre ad aprile la riduzione è stata addirittura del 15%. In linea con queste percentuali la riduzione dell’indifferenziato, calato con una media del 5%. È la fotografia dei due mesi di serrata generale dei negozi, ristoranti, centri commerciali e aziende. Serrata in parte compensata da un leggero rialzo nella produzione dei rifiuti domestici, stando le persone in casa, ma che ha comunque comportato un dato generale al ribasso. Insomma, meno rifiuti prodotti in tutti e sette i comuni della provincia. «I cittadini hanno dimostrato un forte senso civico» dice l’ingegner Luca Silvestri, direttore di Alia.

Ma adesso tornare alla normalità, dopo due mesi di blocco parziale dei servizi, non è cosa semplice. Il porta a porta non ha mai avuto una pausa, mentre i centri di raccolta, gli sportelli e altri servizi hanno dovuto rispettare il lockdown generale. «Ora Alia si sta impegnando su tutti i fronti a riprendere la normalità, anche se non dobbiamo scordarci che siamo sempre in fase di emergenza» dice il vicepresidente Alessandro Lascialfari. Intanto, se dallo scorso 11 maggio è stato riattivato il ritiro degli ingombranti a domicilio e da alcuni giorni quello dei centri di raccolta, ai quali si possono conferire rifiuti dopo aver preso un appuntamento telefonico, il tema dello smaltimento delle mascherine non sembra creare particolari disagi. Alia sta predisponendo, comunque, l’installazione di nuovi cestini nei punti più sensibili della città, vicino a supermercati, centri commerciali e punti di alta frequentazione delle persone.

Ma c’è da precisare una cosa: «Le mascherine in tessuto non tessuto vanno nella raccolta indifferenziata, si può prevedere un aumento dell’indifferenziato in questo periodo ma dobbiamo anche pensare che ci vuole molto materiale di questo tipo per farne una tonnellata» dicono ad Alia. Poi, le richieste dei cittadini che maggiormente insistono sulla società, come quella del ritiro sacchetti e dei bidoncini per il porta a porta. Anche qui novità a breve, forse già a partire dalla fine della prossima settimana, verranno riaperti gli infopoint, ma non ci dovranno essere assembramenti o file di persone. «Stiamo decidendo in queste ore per dare risposta alle richieste. Nel caso di riapertura degli infopoint dobbiamo evitare assolutamente gli assembramenti» precisa ancora Alessandro Lascialfari.

E ci sono altre novità sui tavoli della dirigenza. Fra queste alcune modifiche sul ritiro del porta a porta che coinvolgeranno la nuova area pedonalizzata di Prato, quella che partirà il 10 giugno, dal giovedì alla domenica dalle 18,30 alla mezzanotte. «Stiamo predisponendo un progetto, modificheremo la raccolta porta a porta e ne daremo comunicazione nei prossimi giorni», conclude il direttore di Alia.
Silvestri poi ringrazia i dipendenti della società: «Non si è registrato assenteismo in tutto il periodo, ma anzi un lavoro fatto dagli operatori ancora meglio grazie anche al fatto che si poteva circolare molto bene per le strade. Credo che se ne debba dare merito».

Intanto a Carmignano, dove il Comune ha deciso di multare che getta le mascherine a terra, va registrato il dissenso della consigliera comunale Belinda Guazzini, che non ritiene giusta l’ultima ordinanza e dice che si tratta di una misura punitiva difficilmente concretizzabile, mentre sarebbe auspicabile installare più cestini e fare informazione. D’altronde il primo ordine del giorno sul tema lo avevano proposto lei e il consigliere Fabrizio Pratesi nel consiglio comunale di Carmignano. Quello delle multe, secondo Guazzini, «è un metodo del tutto inefficace, vista anche l’impossibilità di imporre una vigilanza capillare e vedremo poi quante multe saranno effettivamente comminate». Ma al posto di nuovi cestini e campagne di comunicazione il Comune di Carmignano ha optato per la sanzione a chi sarà trovato, in flagranza, a gettare le mascherine a terra

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