Italia
Si pensa a una “movida Cenerentola” ma i gestori dei locali sono ancora divisi
Chiusura a mezzanotte, bevande da asporto non oltre le 23,30: oggi si decide al Comitato per l’ordine pubblico
prato
Chiusura dei locali a mezzanotte e divieto di andare in giro col “Negroni” dopo le 23,30. Sono queste le ipotesi in campo per regolare l’afflusso dentro e fuori dai locali del centro, soprattutto nel fine settimana, evitando gli assembramenti segnalati durante lo scorso weekend. Una sorta di “movida Cenerentola” sulla quale però fino a ieri sera gli stessi gestori dei locali non si sono ancora trovati d’accordo. Una proposta verrà formalizzata oggi, prima della riunione in Prefettura del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, al quale il sindaco Matteo Biffoni dovrebbe esporre la linea d’azione del Comune.
Il tempo stringe, insomma, perché, primo: in caso di mancato accordo il prefetto o il questore potrebbero caldeggiare misure più restrittive come sta accadendo in altre parti d’Italia, e secondo: non è detto che le misure proposte trovino il consenso del rappresentante del governo.
Ieri pomeriggio i rappresentanti di Confesercenti e Confcommercio, dopo averne discusso a lungo, si sono incontrati con l’assessore allo Sviluppo economico Benedetta Squittieri ma non hanno portato una proposta scritta, semplicemente perché sono divisi, in particolare sul divieto di somministrazione di bevande da asporto (cioè il motivo fondante della movida) oltre una certa ora, e su quale ora. Alla fine comunque potrebbe passare l’indicazione della mezzanotte come orario di chiusura (attualmente si va avanti fino alle 2) e delle 23,30 come limite per le bevande consumate a distanza dai tavoli. Quanto agli steward, le figure che dovrebbero dissuadere i clienti dall’assembrarsi, molti li vogliono ma nessuno è disposto a pagarli. Il Comune, alle prese coi mancati introiti di queste settimane, non ci pensa nemmeno. E i gestori sono convinti che il gioco non valga la candela.
«Siamo uno dei pochi Comuni ad aver tentato la strada dell’autoregolamentazione, senza imposizioni - dice l’assessore Squittieri - Però ora abbiamo bisogno di qualcosa di scritto». Che arriverà oggi. L’idea sarebbe quella di non fare ordinanze, ma le misure finiranno comunque in un’ordinanza, valida almeno fino al 10 giugno.
«Vogliamo condividere le decisioni coi gestori - spiega il sindaco Biffoni - per poi proporle al Comitato per l’ordine pubblico». Non è un mistero che Prefettura e Questura avrebbero in mente misure più severe per limitare gli assembramenti e dunque la linea sulla quale si muovono Comune e gestori dei locali è molto sottile. Se arriveranno alla riunione di stamattina con proposte chiare e condivise potrebbero strappare norme abbastanza ragionevoli, altrimenti il rischio (nonostante anche ieri l’epidemia si sia risolta in soli due nuovi casi) è l’imposizione di una chiusura ben prima della mezzanotte. Altro che “movida Cenerentola” dunque: sarebbe la fine della movida come l’abbiamo conosciuta fino a oggi. —
paolo nencioni
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