Il Tirreno

Prato

IL PROGETTO PILOTA 

Bambini felici nei cortili delle scuole Poggio mostra agli altri che si può fare

MARIA LARDARA
Bambini felici nei cortili delle scuole Poggio mostra agli altri che si può fare

Il Comune mediceo batte tutti sul tempo e lancia la sua “outdoor education” mentre il resto d’Italia aspetta il 15 giugno

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poggio a caiano

«Ma lo sai Lapo che se ti metti la mascherina succede una magia? Ti vengono le manine fresche fresche». La “bacchetta magica” è il gel di cui è munita l’operatrice Tiziana per sanificare ora dopo ora le mani dei bambini. Tiziana passa con il dispenser tra i gruppi, i bimbi gradiscono le goccioline gelatinose. È il primo giorno di “quasi” scuola nella fase 2 per 110 bambini di Poggio a Caiano e l’educatrice Laura del consorzio Co&So sa già come prendere Lapo, uno dei più piccoli iscritti, che non sembra digerire tanto la mascherina. L’igiene si trasforma in un gioco a suon di filastrocche per scoprire le nostre mani. «Il pollice viaggia con l’autostop l’indice spesso dice di no», canticchia Laura. Su le mani in alto, per asciugarle all’aria aperta. Ci sono i più piccoli della materna, quelli più grandicelli che vanno alla primaria. Qui non squilla la campanella dell’ingresso prima di andare in classe. Perché in classe non si entra. Si gioca “a distanza” ed eventualmente si fa lezione all’ombra degli abeti secolari della paritaria Sacro Cuore.

Tutto aperto tranne le scuole? Al Poggio no. L’amministrazione guidata da Francesco Puggelli batte tutti in Toscana, aprendo un’attività a metà fra scuola e centro estivo. Progetto di “outdoor education” , ovvero educazione all’aperto. I campi estivi, ufficialmente, decolleranno il 15 giugno. E prima? Nel giro di una settimana, non appena sono uscite le linee guida per i centri estivi con parametri molto rigidi per il rapporto bambini-educatori, il sindaco-medico (lavora al Meyer, è specialista in igiene) s’è speso in prima persona per formare gli educatori della coop Alambicchi e del consorzio Co&So così da mettere a punto un protocollo sanitario che prevede un vero e proprio triage all’ingresso. Se ne occupano i volontari della Misericordia, anche loro come gli educatori sottoposti a test sierologici. Misurazione della temperatura, sanificazione delle mani e delle scarpe. Tre step che non hanno per nulla impressionato i bimbi. Dario è il primo bambino a varcare la soglia del cancello del Sacro Cuore. I suoi occhi raccontano la voglia di fare nuove amicizie e ritrovare un po’ di spensieratezza. «Prima però la videolezione», scherza Roberta, che frequenta la quinta della primaria. Il gioco l’attende. Come quello dei cerchi sul prato che si presta alle regole sul distanziamento. Largo alla creatività e fantasia.

«Il ruolo dell’educatore – sottolinea Sandra Cacialli, responsabile delle attività – deve essere flessibile e adattarsi ai vari contesti». Un progetto a costo zero per le famiglie poggesi finanziato confondi comunali (35mila euro). «Ci siamo messi subito al lavoro per dare una risposta alle famiglie rientrate al lavoro, in attesa dei campi estivi – spiega Puggelli – Abbiamo una lista di attesa di dieci genitori». Tutti indossano una delle mascherine confezionate dalle donne della cooperativa ConVoi, anche i più piccoli. Per le realtà del terzo settore è un’occasione di rimettersi in pista dopo tre mesi di fermo. «La rete sul territorio è fondamentale», ricorda l’assessora Fabiola Ganucci. Tessuti colorati, fantasie mimetiche o a cuoricini per invogliare a coprire naso e bocca. «Quando ai bambini le precauzioni sanitarie vengono presentate come un gioco – osserva il primo cittadino – diventa più facile mettere in pratica le regole». —

MARIA LARDARA

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