Gioco
La prima messa coi fedeli Tutti con le mascherine e con le distanze di legge L’ostia ricevuta in mano
Il vescovo Giovanni Nerbini ha celebrato la funzione religiosa in piazza Santa Maria delle Carceri davanti a quattrocento persone
il nuovo inizio
Quella del 24 maggio è stata la prima domenica con le messe celebrate alla presenza del popolo, dopo un periodo durante il quale era vietato ai fedeli parteciparvi a causa dell’emergenza Coronavirus. Il vescovo di Prato, monsignor Giovanni Nerbini, da noi intervistato la scorsa settimana, aveva parlato di come questa domenica doveva essere una festa e così è stato. Il presule ha celebrato, ieri mattina, la messa festiva all’aperto in piazza Santa Maria delle Carceri alla presenza di circa 400 fedeli. Ed il tutto si è svolto rispettando le misure anticontagio. Il 24 maggio, dunque, d’ora in poi sarà una data importante per la Chiesa perché ricorderà proprio l’essere tornati a partecipare alla celebrazione della messa.
Fa caldo in piazza delle Carceri, ormai l’aria è quella estiva. La messa è prevista per le 10,30 ma già mezz’ora prima parte delle sedie disposte è occupata. Le sedute saranno poi riempite tutte per un totale di trecento persone. Ma la piazza è stata predisposta per lasciare spazio anche ad altri fedeli però in piedi. A terra è stata collocata una segnaletica dove il fedele poteva stare così da essere distanziato dagli altri. Ed anche questi posti si sono riempiti. I fedeli avvertivano il desiderio di poter tornare a messa e la risposta di domenica mattina lo ha confermato. Intorno alla piazza delle Carceri ci sono le forze dell’ordine a presidiare e controllare che tutti i protocolli siano rispettati, poi i tanti volontari della parrocchia oltre agli scout che si trovavano agli accessi della parte transennata dove erano le sedie, disposte su quindici file. Non si sono creati assembramenti, le persone diligentemente si sono accomodate e anche chi era in piedi ha mantenuto la distanza dagli altri partecipanti alla funzione religiosa. Tutti indossavano la mascherina così come pure il vescovo Nerbini, il parroco della basilica delle Carceri monsignor Carlo Stancari e gli altri sacerdoti concelebranti. Il vescovo nel saluto iniziale ha parlato di gioia. «Perché – ha detto – oggi è l’Ascensione ma anche perché ci è stato restituito questo momento di essere insieme, di essere comunità e famiglia. Dopo due mesi torniamo a celebrare la messa insieme ai fedeli con questo bel sole. E per la par condicio – scherza monsignor Nerbini – l’assemblea sta al sole ma anche il vostro vescovo». Nell’omelia il vescovo ha sottolineato di come il Signore sia stato con noi anche durante questi mesi. «Noi sacerdoti – ha detto – abbiamo celebrato l’Eucaristia in solitudine ma era faro ed energia per l’intera comunità. E nelle famiglie si è riscoperto il valore della preghiera». Alla celebrazione religiosa di domenica mattina, la Comunione è stata distribuita solo ed esclusivamente sulle mani dei fedeli che sono stati invitati a restare al loro posto mentre il vescovo, i sacerdoti e alcuni ministri straordinari dell’Eucaristia andavano fra le file a distribuirla. Al termine della messa, monsignor Stancari ha voluto ringraziare le forze dell’ordine per il servizio svolto, i tanti volontari e gli scout e il vescovo che ha presieduto la cerimonia. —
Azelio Biagioni
(fotoservizio claudio batavia)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
