Il Tirreno

Prato

il ritorno del mercato del lunedÌ 

Ora lo shopping in mezzo alle bancarelle lo facciamo con guanti, gel e mascherina

Maria Lardara

Il tempo brutto non ha aiutato gli ambulanti nel giorno della ripartenza ma tra i clienti c’era voglia di ritrovare la normalità

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PRATO

I guanti li forniscono loro, il gel anche. E via a frugare fra i vestiti sulle bancarelle con la mascherina. Diligenti, rispettosi del distanziamento fisico, nostalgici della clientela che non rivedevano dal 9 marzo. Per i venditori ambulanti sembra passata un’eternità. In effetti, lo shopping a cielo aperto nel mercato più grande della Toscana è tornato ieri, dopo due mesi e dieci giorni. Ma fare incassi sarà dura, visto il periodo. Riccardo Scarlini vende borse. Ieri, a metà mattinata, aveva venduto solo uno zainetto. «Fa uno strano effetto ritornare – ammette – Il mercato è folklore, questo contingentamento della gente non fa venire voglia di andare al mercato». La mattinata ventosa ci ha messo lo zampino sacrificando gli affari degli ambulanti già compromessi da 70 giorni di lockdown. «Con questo virus dovremo conviverci – sottolinea Luigi Mattei dal banco di jeans- In qualche modo, bisogna pur ricominciare». Alle 10.30, nessuna fila si registrava agli ingressi e la gente si distribuiva fra corsie e piazzole. Deserta tutta l’area centrale, complice la mancanza dei banchi a sorteggio (una sessantina) volta dall'amministrazione per fare più spazio. «Il meteo non ci ha voluto bene nel giorno della ripartenza. Tanti furgoni – prosegue Mattei - se ne sono andati». Tre varchi d’ingresso e tre in uscita controllati dal personale di Consiag Servizi: viale Galilei, via Bresci e via Protche. La speranza è che i pratesi abbiano ancora un po’ di liquidità in tasca per comprare. Per loro ieri è stato un po’ come il primo giorno di scuola con il banco a un metro di distanza dall’acquirente. È stata una ripartenza con il freno tirato anche per chi vende scarpe, come Franco e Jonathan Scalzi. Il primo acquisto della fase 2 nel loro banco è stato un paio di ciabatte infradito. «La gente ha imparato a distanziarsi – dicono padre e figlio - ormai ci si autoregola nei comportamenti». Quella del mercato è una nuova abitudine per Lia Pisciotta, custode alla materna Villa Charitas ora chiusa. «Dopo tanta permanenza a casa, è l’occasione per uscire. E per far girare un po’ l’economia con qualche acquisto». Quelle 300 bancarelle hanno il sapore della normalità per Rosetta Melis che non ha mai perso una puntata del mercato settimanale. «Mi sento emozionata. Non so bene ancora cosa comprerò ma l’importante è esserci. Un po' di normalità dopo essere rimasta chiusa in casa per tante settimane». Non era scontato che la macchina organizzativa decollasse, motivo per cui l’assessora allo sviluppo economico Benedetta Squittieri può dirsi soddisfatta. «Gli ambulanti hanno riconquistato il luogo dove si svolge gran parte della loro vita: la piazza. Le persone hanno ricominciato a girare fra i banchi con rispetto e sotto il controllo del contingentamento organizzato che ci ha permesso di riaprire il mercato più grande della Toscana subito dopo l'ordinanza arrivata nella tarda serata di domenica». —

Maria Lardara

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