Gioco
Riaperture: è scontro tra i sindaci e Rossi Via libera solo ai negozi, ristoranti al palo
Duro confronto sulle date tra gli amministratori e il presidente della Regione che continua a predicare prudenza
prato
No, il dado non è tratto. Al termine di una giornata frenetica, fatta di pressioni, videoconferenze e telefonate si è capito soltanto che lunedì non riapre tutto, come invece molti avevano capito l’altra sera ascoltando il presidente del Consiglio Conte in televisione. Non in Toscana, almeno, non a Prato.
Riapriranno i negozi, forse anche prima, non i parrucchieri e i centri estetici, meno che mai i ristoranti, e anche gli ambulanti probabilmente dovranno pazientare ancora un po’, nonostante ieri (vedi sotto) il Comune di Prato abbia detto che è tutto pronto, compreso il piano per il distanziamento sociale.
Lo scontro, in questo momento, è tra i sindaci, Matteo Biffoni in testa nella veste di presidente della sezione toscana dell’Anci (l’associazione dei Comuni) e il presidente della Regione Enrico Rossi, che non molla il freno.
Ieri mattina si sono visti in videoconferenza e non hanno trovato un accordo. I sindaci (e il Partito democratico) premono per riaprire al più presto; Rossi predica prudenza. E il bollettino pomeridiano dei contagi ha portato acqua al suo mulino, con un lieve rialzo dei casi (15, 27 e 30 negli ulltimi tre giorni).
Il presidente ha ribadito la sua idea di riaperture scaglionate, e anche se non ci sono date certe l’ipotesi è ancora quella di riaprire subito i negozi (domani o al più tardi lunedì), nel corso della prossima settimana i parrucchieri e le estetiste, non prima del prossimo fine settimana i ristoranti e addirittura a fine mese i mercati ambulanti con tutte le categorie merceologiche. Su questi ultimi si è accesa la discussione. «Gli abbiamo detto che sui mercati non si può fare una norma generale – spiega Biffoni – Ci dia delle linee guida e noi le applicheremo, anche perché c’è chi è già pronto e chi ancora non lo è». Ma se passasse un’idea circolata nelle ultime ore, e cioè che vanno recintati anche i mercati rionali, pochi Comuni sarebbero in grado di farlo, men che meno quello di Prato. «Rimandare al 25 maggio i ristoranti mi sembra eccessivo – dice ancora Biffoni– Qui c’è gente che chiede di lavorare e ha già pagato un prezzo molto alto. Bisogna dare delle risposte, altrimenti non si capisce perché la gente può passeggiare, come fa in questi giorni, e non può andare a lavorare».
Biffoni nei giorni scorsi è passato per un rigorista quando se l’è presa coi pratesi che non avevano capito la necessità di mantenere le distanze. E continua a tenere chiusi i grandi parchi. Ma ora è in prima fila nel chiedere le riaperture di negozi, parrucchieri e ristoranti anche perché, dice, lo stanno facendo in Regioni «che stanno peggio di noi».
La partita non è finita. Rossi si è preso 24 ore per riflettere e oggi ci sarà un altro confronto tra lo Stato e le Regioni. Al termine della giornata si saprà qualcosa di più preciso e i titolari delle attività avranno indicazioni su come comportarsi. –
paolo nencioni
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