Gioco
Dalla piazza deserta alla coda stile Kim Jong-un: le foto che raccontano la quarantena
Le immagini simbolo dei due mesi di confinamento forzato. Ce le ricorderemo a lungo quando finalmente tutto sarà finito
PRATO. Piazza Duomo per la prima volta deserta durante l’Ostensione della Sacra Cintola; il piazzale dell’Esselunga punteggiato dai clienti in fila per entrare al supermercato; un medico esausto dopo il turno nell’area Covid dell’ospedale Santo Stefano.
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Sono tante le immagini che ci verranno in mente quando ricorderemo i due mesi di quarantena imposti dall’emergenza coronavirus. Nella nostra memoria saranno quelle immagini, oltre ai ricordi dell’intimità casalinga, a simboleggiare lo straordinario tempo che abbiamo vissuto. Ora che quel tempo sembra vicino alla fine, con la graduale riapertura delle attività, abbiamo voluto selezionarne alcune che ci sono parse più significative di altre.
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Due si sono imposte anche fuori dai confini provinciali: quella della fila davanti all’Esselunga (era il 21 marzo) e quella dell’Ostensione sulla piazza deserta (era il 19 marzo). La coda ordinata sul piazzale di Pratilia è un’immagine forte anche perché evoca qualcosa di orientale, sembra una parata sulla Piazza Rossa, o ancora meglio una manifestazione nella Corea del Nord di Kim Jong-un. E invece è semplicemente la fila per entrare dentro un supermercato senza contagiare quelli che ti stanno accanto. Ancora più potente per i pratesi quella piazza Duomo deserta la sera del 19 marzo, al termine della preghiera del vescovo Nerbini, col sindaco Biffoni davanti al nulla.
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La prova generale c’era stata nove giorni prima, la sera del 10 marzo, la prima notte di coprifuoco, quando ancora non era tutto chiuso di giorno, ma dopo le 18 sì, con pochissimi passanti in giro a portare fuori il cane e Tonino che pescava gli spiccioli nella fontana del Bacchino in una piazza del Comune forse ancora più bella perché deserta.
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Ma le più fedeli compagne di viaggio in questi due mesi di lotta al Covid-19 sono state quelle delle mascherine, e ancor di più quelle di medici e infermieri al lavoro in ospedale. Molte di quelle che hanno lasciato un segno le ha scattate il primario del reparto di Chirurgia, Stefano Cantafio, e sono diventate un’icona dell’epidemia a Prato. Quella in alto a destra è stata la più vista, con le infermiere del reparto Covid che assomigliano alle operaie di una catena di montaggio. Quella subito sotto è ancora più significativa: un medico stremato dopo un turno di lavoro in ospedale. I giornali le hanno pubblicate più volte, proprio perché raccontavano più di molte parole. E poi c’è il lato scherzoso della faccenda, che a Prato e in Toscana non può mai mancare. C’è la foto di Veronica, subito ribattezzata Veronichina, la ragazza che durante una delle tante dirette Facebook del sindaco Biffoni, quella del 28 aprile, se n’è uscita con la richiesta di fare una passeggiata serale con gli amici in centro storico, dando il via allo sfogo del sindaco (con le mani sulla faccia) poi diventato virale sui social: «No, Veronichina, il sabato sera in centro no...». Ci ricorderemo anche di questo quando tutto sarà finito.
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