Il Tirreno

Prato

cantagallo

A Villa Guicciardini trovato un bossolo dell’ultima guerra

Fabrizia Prota
La Villa Guicciardini a Usella
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La Villa Guicciardini a Usella

Il proiettile americano è spuntato durante lavori di scavo in giardino. La villa, costruita dai conti Alberti intorno al 1100, ha alle spalle una lunga storia di eventi

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CANTAGALLO. A volte capita che la storia bussi alla porta quando meno ci si aspetta. È successo qualche giorno fa a villa Guicciardini a Usella: durante alcuni scavi nel parco è stato rinvenuto il bossolo di una cartuccia dell'esercito americano risalente alla seconda guerra mondiale.

«Stavamo scavando nel giardino per mettere alcune piante, quando abbiamo notato qualcosa – racconta Manuele Lo Conte, proprietario della villa dal 2017 – Era abbastanza grande, perciò ci è caduto l’occhio. Lo abbiamo raccolto e abbiamo visto che era un bossolo marchiato con la sigla LC 43. Abbiamo fatto delle ricerche sul web e scoperto che è stato prodotto da un’azienda americana che faceva le armi in dotazione all’esercito degli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale. La presenza degli alleati in vallata è documentata – continua – ma trovarne traccia nel parco è stato una sorpresa, perché fa pensare a quante storie la villa nasconde e può ancora raccontare».

Costruita dai conti Alberti probabilmente già intorno al 1.100 come fortificazione a guardia del confine nord di Prato, la villa passò poi nel ‘300 ai Bardi, che la trasformarono in fattoria. È di inizio ‘800 l’acquisizione da parte dei Guicciardini. Durante la prima guerra mondiale, dal maggio 1916, il conte Carlo Guicciardini, esponente di spicco del sottocomitato della Croce Rossa di Cantagallo, offrì la villa come convalescenziario per i militari feriti, ma poco si sa invece di cosa vi accadde durante il secondo conflitto mondiale. Carlo Ferri, partigiano e primo sindaco di Vaiano, nel suo “La valle rossa” scrisse sulla villa alcune righe da cui si capisce che lì c’era un comando tedesco, che è possibile sia stato poi sostituito (come spesso accadeva) da uno americano.

Da lì forse la presenza del bossolo, che testimonia un’ulteriore tappa della vita della villa. Vita che il suo nuovo proprietario intende celebrare: «Dentro la villa ci sarà uno spazio dedicato alla sua storia – fa sapere Lo Conte – Inoltre l’architetto Giuseppe Guanci, su nostro incarico, sta lavorando a un libro che ne ripercorre origini e vicende». Intanto la villa, dopo quasi 15 anni di chiusura e 2 di restauro, è pronta a riaprire le sue porte, non appena l’emergenza coronavirus lo permetterà.
 

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