Toscana
Le mascherine low cost sono introvabili Protestano i farmacisti
prato
Mascherine a 50 centesimi più Iva: introvabili. Anche a Prato come in molte città della Toscana la ricerca delle mascherine chirurgiche in farmacia al prezzo calmierato dal governo è un’impresa. Al contrario nessun problema per quelle distribuite gratuitamente dalla Regione (a bustine di 10) che arrivano con frequenza giornaliera all’interno delle farmacie. Uno dei problemi è proprio alla fonte perché il Governo ha applicato il calmiere ai venditori e non ai fornitori e le farmacie che sono il terminale della filiera ci dovrebbero addirittura rimettere. «In questo momento è quasi impossibile trovare fornitori che diano mascherine a meno di quel prezzo – spiega Gennaro Brandi della Farmacia Etrusca – mentre per il servizio che svolge la regione è davvero preciso». Prima del prezzo calmierato molte farmacie avevano acquistato grossi quantitativi di mascherine a 1,30 e ora molti farmacisti si ritrovano mascherine chirurgiche in casa di difficile vendita perché il prezzo è ora di 0,61 centesimi. «Per fortuna non ho avuto perdite perché non abbiamo avuto grandi giacenze – spiega Giovanni Lazzeri della Farmacia Moderna – Tra l’altro i fornitori hanno voluto essere pagati in anticipo. Quindi l’uscita finanziaria c’è stata ed ora speriamo che ci sia una possibilità di rientro attraverso un rimborso sulle giacenze rimaste grazie a un accordo di Federfarma con il governo».
«Le mascherine a 0,61 centesimi sono difficili da trovare – continua Brandi – noi riusciamo a trovarle e a venderle a questo prezzo perché abbiamo dei fornitori particolari che ci servono da anni e non ci hanno abbandonato. Altri colleghi so che sono in difficoltà a reperire queste mascherine».
«Proprio così, c’è difficoltà a trovare sul mercato questo tipo di mascherine – dice Giacomo Franchi della Farmacia Nera – anche se sono state pubblicizzate con troppa facilità. Bene quelle della regione Toscana».
«Comunque la richiesta da parte dei cittadini è su quelle con tessera sanitaria – Maria Beltrame dell’Antica Farmacia Pittei – Qualche persona deve tornare il pomeriggio o il giorno dopo perché finiscono velocemente ma il rifornimento è puntuale ogni giorno». Tra chi non approva questo modo di fare c’è il presidente di Federfarma Marco Cossolo.
«È da almeno quindici giorni che gli importatori non le consegnano più – spiega il numero uno di Federfarma – Il motivo è di pura economia di mercato: poiché due settimane fa è circolata l’indiscrezione che il governo ne avrebbe mitigato il prezzo, i broker, privi di indicazioni, hanno smesso di lavorare con l’Italia non potendo fissare un costo a loro conveniente. Quelle con marchio CE non si trovano e non mi interessa sapere la ragione. Quelle importate con autocertificazione non possono essere vendute, nonostante abbiamo magazzini pieni, perché l’Istituto superiore di sanità che deve autorizzarle non riesce ad evadere le pratiche». —
vezio trifoni
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