Il Tirreno

Prato

I numeri dell’epidemia 

Decessi: +19% in aprile È il tributo al virus

p.n.
Decessi: +19% in aprile È il tributo al virus

L’Istat segnala meno morti nei primi tre mesi e mezzo ma nell’ultimo mese l’effetto del Covid si è fatto sentire

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prato

Si è fatto sentire soprattutto nel mese di aprile, com’era prevedibile, l’effetto dell’epidemia di coronavirus sulla mortalità nel comune di Prato. Martedì sono usciti i numeri dell’Istat, dai quali risulta che nei primi tre mesi e mezzo dell’anno, dal 1° gennaio al 15 aprile, ci sono stati meno morti dell’anno scorso: 580 contro i 614. Un dato abbastanza sorprendente visto che ormai da due mesi non si fa altro che parlare delle vittime del Covid-19.

Ora siamo in grado di vedere che cosa è successo a marzo e nell’intero mese di aprile, in base ai numeri forniti dall’Anagrafe del Comune di Prato. E l’effetto coronavirus si vede.

A marzo l’aumento della mortalità in numeri assoluti è stato di 9 unità: 218 contro i 209 del 2019. In percentuale è un aumento del 4,3%, statisticamente poco significativo. Se confrontato con la media di decessi degli ultimi 4 anni (dal 2016 al 2019) l’aumento percentuale è dell’8,73%. Va detto anche che la prima vittima ufficiale del virus a Prato è arrivata alla metà di marzo.

Nel mese di aprile la situazione peggiora sensibilmente per colpa dell’epidemia. L’aumento assoluto è di 52 unità sul 2019 (da 158 a 210) e in percentuale del 32,91%, ma anche in questo caso statisticamente poco significativo, anche perché il marzo 2019 era stato un mese con una mortalità insolitamente bassa. Se confrontato con la media degli ultimi quattro anni, l’aumento è del 19,32%. È il prezzo pagato da Prato al virus.

Anche qui serve un’avvertenza. I numeri forniti dall’Anagrafe sono quelli dello stato civile. Significa che tra i decessi vengono conteggiati anche quelli di persone non residenti a Prato ma decedute in città. Nel computo dunque sono finiti anche quei malati di Covid-19 ricoverati all’ospedale dalle province limitrofe (di solito Firenze e Pistoia) e morte al Santo Stefano.

In ogni caso non è facile stabilire quanto abbia pesato la mortalità da coronavirus sulla mortalità complessiva. In altre parti d’Italia, per esempio, si è verificato un aumento di decessi causati da infarti non affrontati tempestivamente perché i pazienti avevano paura di essere portati in ospedale col rischio di infettarsi. Una paura che sta passando: in questi giorni viene segnalato un aumento degli accessi al pronto soccorso anche per situazioni non di emergenza, una brutta abitudine che l’epidemia aveva debellato ma che col passare della paura è destinata a ripresentarsi. — p.n.

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di Redazione web