Il Tirreno

Prato

EPIDEMIA: FASE 2

I commercianti: "Protesti bloccati per un anno e moratoria su tasse e affitti"

vezio trifoni
Stefano Mugnaioni, titolare del negozio Clochard
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Stefano Mugnaioni, titolare del negozio Clochard

Le richieste di un gruppo di 20 titolari di negozi di abbigliamento e calzature del centro storico

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PRATO. Sono 20 i commercianti di abbigliamento e calzature che si sono uniti per avanzare le loro proposte alle istituzioni. «Ci siamo messi insieme – dice Stefano Mugnaioni di Clochard – mettendo da parte la concorrenza perché ora bisogna ripartire. Il nostro settore è tra i più colpiti dall’emergenza, il dramma che stiamo vivendo potrebbe portare inevitabilmente alla chiusura di molte delle nostre attività. Rispetto alle attività di servizi che comunque devono affrontare diverse e non meno gravose situazioni, noi abbiamo la merce ferma. La chiusura delle nostre attività è avvenuta dopo il ritiro e pagamento con titoli di credito a data di tutta la collezione primavera-estate, che adesso sta invecchiando dentro i nostri negozi, considerando che buona parte dei capi rimarranno invenduti a causa del continuo posticipare delle date di apertura».

«Tutto ciò ci porta alla difficoltà o in molti casi all’impossibilità di onorare i nostri impegni finanziari – dice uno dei titolari dei 20 negozi – Nessuno di noi poteva prevedere al momento in cui abbiamo acquistato la merce nel 2019 che le nostre attività sarebbero state chiuse per un virus pericoloso a tal punto da fermare il mondo intero. Per questo chiediamo al governo la revoca delle segnalazioni e dell’iscrizione nel registro dei protesti di tutti i titoli impagati fino alla fine dell’anno. Erogando a sostegno liquidità a fondo perduto. Chiediamo alle aziende e ai componenti della filiera di un tavolo di trattativa per contenere le perdite distribuite in maniera equa per poterci concedere di continuare a lavorare insieme. Inoltre chiediamo una moratoria su affitti, tasse e contributi».

«Non è nostro compito fare politica, noi siamo commercianti – dice Mugnaioni – Sono semplicemente delle proposte per poter ricominciare quanto prima il nostro lavoro e tornare ad abbracciare la nostra clientela. Domani (oggi per chi legge, ndr) dalle 10,30 alle 13 faremo un’apertura virtuale in segno di protesta». Ecco i negozi che aderiscono alla protesta: Clochard, Posh, Cioni, Logli, Calzature Deanna, Chic&Shock, Xandra moda, Karisma Abbigliamento, Fashion Victim, Gallery 56, Devis, Zibibbo, Donna Franca, Calzature Il Borgo, Chiara Outlet, Flag, Tua e Mia, Sboom, Michela srl store 23 e 88 Sas di Moffa Gennaro.
 

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