Gioco
Prestiti alle imprese, intoppi nelle procedure Grossi: «Fare in fretta»
prato
Doveva essere semplice e veloce il prestito (garantito dallo Stato) per le piccole aziende in difficoltà ma non è così perché alcune banche stanno imponendo paletti non previsti dalla normativa. I prestiti sono concordati a tassi agevolati e devono prevedere l’inizio del pagamento delle rate solo dopo 24 mesi dalla concessione, devono avere una durata fino a 6 anni, un importo non superiore al 25% dei ricavi risultanti dall’ultimo bilancio e comunque non superiore a 25.000 euro. Il modulo per la richiesta da presentare alla banca o alla finanziaria alla quale si chiede il finanziamento si trova su www.fondidigaranzia.it o presso la propria banca. La garanzia al 100% fa si che non sia necessaria l’istruttoria. È prevista sempre una garanzia al 100% per piccole e medie imprese che abbiano ricavi non superiori a 800.000 euro; l’importo concesso è di max 15% dei ricavi ma il 50% del finanziamento deve essere usato per pagare il personale, i collaboratori, gli affitti e i debiti con i fornitori. «Non è così semplice e veloce come è stato dichiarato – spiega Federico Castagnoli, rappresentante tessile – Alcune banche hanno aggiunto una loro propria modulistica, ma soprattutto hanno inserito clausole e condizioni che da quello che era stato promesso non erano previste». In sostanza si tratterebbe di garanzie aggiuntive a quelle previste dal governo. Anche associazioni come Altroconsumo stanno monitorando la situazione. «Si tratta di comportamenti scorretti che stiamo segnalando all’Antitrust – spiega l’associazione di tutela – In effetti le banche richiedono delle condizioni non previste dalla norma e dunque impediscono al soggetto di poter usufruire delle facilitazioni».
Ma i problemi più evidenti sono per le richieste oltre i 25.000 euro che sono assicurate da Sace ma che nell’erogare, dopo un iter simile a un’accensione di un finanziamento o mutuo regolare, si va incontro poi a un problema legato ai rischi di possibili responsabilità civili e penali che potrebbero derivare, ex post, dalla concessione di linee ad aziende che dovessero poi diventare insolventi. «Non si può perdere più tempo, è urgente che le imprese ricevano il denaro necessario per operare – osserva il presidente di Confindustria Toscana Nord, Giulio Grossi – Occorre rimuovere la burocrazia inutile ed eliminare lungaggini dovute anche al fatto che le banche stanno lavorando a ranghi ridotti. Bisogna immettere liquidità nelle casse delle imprese quando queste ne hanno bisogno e non settimane dopo».
«Ora è più complicato di prima – dice un imprenditore tessile con più di 100 dipendenti – perché paradossalmente i finanziamenti verranno dati solo alle imprese che si trovavano in buone condizioni prima dell’emergenza Covid-19 e che al 31 dicembre non rientravano tra le imprese in difficoltà. È chiaro che questa politica non è legata all’emergenza in essere e purtroppo se non arrivano le risorse dovremo tagliare qualche settore. Tutto per la burocrazia». —
vezio trifoni
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google