Gioco
Voleva vendere mezzo milione di mascherine in Francia, i carabinieri bloccano tutto
Sequestrati 27.000 dispositivi di protezione in un'azienda cinese del Macrolotto di Prato. Il titolare aveva riaperto senza chiedere alcun permesso
PRATO. Un imprenditore cinese ha preso un ordine per produrre mezzo milione di mascherine protettive destinate al mercato cinese, ma ha riaperto la sua azienda, in via Toscana, senza avere alcune permesso e senza avvertire la Prefettura. Per questo oggi, 2 maggio, i carabinieri hanno sequestrato le prime mascherine prodotte, in totale 27.000.
Le mascherine, spiega una nota dell'Arma, per quanto accertato nel corso dell’operazione, benché prodotte in Italia erano destinate al mercato francese. Si indaga ancora per accertare se a destinazione sarebbero state nuovamente etichettate per certificarne falsamente la produzione quale avvenuta oltralpe. Di fatto si tratta dei cosiddetti “presidi di comunità”, benché non si conosce su quali canali sarebbe avvenuta la loro distribuzione in Francia.
Oltre alle mascherine i militari hanno rinvenuto anche un ulteriore considerevole quantitativo di materia prima, di cui parte già preparata per il successivo confezionamento finale. Infatti la documentazione acquisita presso l’azienda ha attestato che l’ordine complessivo sarebbe ammontato al numero di circa 500mila pezzi.
Il titolare e legale rappresentante dell’azienda, noto imprenditore cinese, avrebbe operato contravvenendo alle disposizioni di chiusura previste dal Dpcm del 26 aprile, non rientrando per tipologia di categoria tra coloro che potevano mantenere attiva la produzione e neppure aveva richiesto e mai ottenuto l’autorizzazione prefettizia - in deroga - per la produzione di tali presidi sanitari. Oltre al sequestro amministrativo delle mascherine dovrà provvedere al pagamento di una sanzione amministrativa che può arrivare fino a 3.000 euro. Un importo, va detto, che non sembra rappresentare un valido deterrente quando si parla di possibili ricavi di decine di migliaia di euro.
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