Il Tirreno

Prato

Ripartono quattrocento aziende tessili Biffoni: «Parchi a numero chiuso»

p.n.
Ripartono quattrocento aziende tessili Biffoni: «Parchi a numero chiuso»

Il sindaco fa il punto sulla Fase 2: «Andrà contingentato l’accesso ai giardini, sulla scuola noi pronti a fare la nostra parte»

4 MINUTI DI LETTURA





prato

Incassata la riapertura delle aziende tessili votate alle esportazioni (circa 400, calcola Andrea Cavicchi, presidente del Sistema moda), si guarda già avanti per definire gli altri passaggi della Fase 2. Ieri il sindaco Matteo Biffoni è andato a trovare il vice presidente di Confindustria Toscana Nord, Francesco Marini, nella sua Marini Industrie di Montemurlo (presente il padre Riccardo) e ha fatto il punto su quello che è stato fatto e quello che resta da fare.

«Curioso che la riapertura del tessile che esporta sia avvenuta grazie all’interpretazione di una circolare» chiosa Biffoni, ma di questi tempi si prende quel che viene.

Ieri il presidente della Regione Enrico Rossi ha scritto ai prefetti toscani per dare indicazioni sulle riaperture. «Si dovranno considerare – scrive Rossi – le imprese per cui almeno il 50 per cento del proprio fatturato, in almeno uno degli ultimi tre anni, è rivolta all’estero. E siccome non vi è nessun dato che consenta di cogliere le imprese appartenenti alle filiere, tutto questo deve basarsi su una autocertificazione da parte dell’impresa leader, che, oltre a dichiarare che almeno la metà del proprio fatturato è rivolto all’export, dichiara anche quali sono le imprese della propria filiera».

«La preoccupazione è forte - dice Biffoni - I cittadini devono avere chiaro che dal 4 maggio non si potrà uscire di casa e andare ovunque. Ci saranno regole ben precise per uscire, gli accessi anche nei luoghi aperti dovranno essere contingentati, si potrà andare a trovare i congiunti, ma non fare assembramenti. Altrimenti si rischia che la curva dei contagi torni di nuovo a salire e tutto sarà stato inutile».

Parchi e giardini. Uno degli interventi più delicati riguarderà proprio le aree verdi: la responsabilità e il costo dell’apertura di parchi e giardini ricade interamente sul Comune, che dovrà trovare personale e modalità per contingentarne gli accessi come previsto nel Dpcm. «Sono molto preoccupato per il modo in cui avverà la cosiddetta fase 2. Sarà fondamentale e dirimente la responsabilità dei singoli cittadini, solo il loro comportamento corretto potrà permetterci di dare qualche libertà in più – sottolinea il sindaco Biffoni – Vogliamo capire se è possibile lavorare a una riapertura dei cimiteri, per i quali nulla è stato deciso dal decreto, anche nel rispetto delle persone che non hanno potuto dare l’ultimo saluto ai loro cari in queste ultime settimane. Più complicata la regolamentazione dell’apertura dei giardini: ci confronteremo, possiamo ipotizzare delle fasce orarie, cercheremo di contingentare le entrate là dove è possibile, ma è impensabile poter riaprire tutti insieme anche i parchi cittadini. Resta poi il difficile tema dei bambini: dovranno essere i genitori, con il loro impegno e la loro attenzione, a dover valutare come mantenere quella distanza sociale che i più piccoli ovviamente non possono conoscere, consapevoli che questo significherà limitare i loro spostamenti nei parchi. Sono un genitore, capisco che dopo due mesi in casa sarà difficile frenare il loro entusiasmo, ma dovremo farlo».

La scuola. E sempre a proposito di bambini e ragazzi il sindaco interviene sul tema della scuola: «Ci sono due aspetti che il governo ha sottovalutato: la valenza sociale e formativa della scuola e le necessità delle famiglie che con la ripresa del lavoro non possono lasciare i bambini. Non entro nel merito di una valutazione sulla possibilità di riprendere la didattica, ma certamente il Comune di Prato è pronto a fare la propria parte per valutare tutte le possibili soluzioni che anche nel periodo estivo offrano soluzioni per i bambini e ragazzi più piccoli in attesa della ripresa delle lezioni a settembre. Per fare qualunque cosa è però necessario che il governo dia ai Comuni almeno delle linee guida, altrimenti sarà impossibile intervenire».

Bar e ristoranti. Resta poi la preoccupazione per il tema del lavoro. La data del 1° giugno per la ripresa di tutte le attività è lontana e mette a rischio la sopravvivenza di tante piccole imprese. «Credo il governo debba aiutarci a sostenere economicamente, senza troppi intoppi burocratici, l’intero sistema economico cittadino – dice Biffoni – Devono essere indicate le misure di sostegno e le opportune precauzioni di riallestimento in particolare per gli ambiti che sono stati i primi a chiuedere e che saranno gli ultimi a riaprire, come la ristorazione o la cura alla persona».

Gli esami. Infine le modalità dello screening: «Chiedo al governo un chiarimento sulla mappatura dei contagi. A chi e come dovranno essere fatti i test sierologici, se e come ci sarà una app. È fondamentale saperlo, il coronavirus non è sparito». — p.n.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web