Italia
Coronavirus, via ai 10.000 test sierologici promossi dalla Provincia
Si comincia domenica 26 ed i primi ad essere testati saranno i volontari della protezione civile dei comuni medicei e della Valbisenzio. Poi sarà la volta di professioni sanitarie e lavoratori
PRATO. Al via la campagna di screening promossa dalla Provincia insieme ai Comuni dell'area pratese, con la collaborazione dell’Università di Firenze e del dipartimento prevenzione dell’Asl. Si partirà domani mattina, domenica 26, ed i primi ad essere testati saranno i volontari delle associazioni afferenti alla protezione civile dei Comuni di Poggio a Caiano, Cantagallo e Vernio. Subito dopo si passerà anche agli altri comuni pratesi testando, oltre ai volontari, anche altre figure professionali che in queste settimane hanno continuato a lavorare perché impegnate in settori strategici ed essenziali come i professionisti sanitari, i lavoratori che durante il periodo di lockdown hanno proseguito nella propria attività lavorativa e altre categorie individuate in base a specifici parametri di rischio.
La campagna di screening dei 10mila test donati alla Provincia dall’azienda di import-export Oulide e sviluppati da Lynher, un’azienda farmaceutica di Hanghzou, si basa sul test sierologico rapido su una goccia di sangue per la rilevazione di anticorpi anti Sars CoV-2 di classe IgM e IgG e ha l’obiettivo di capire quanto e come il virus sia circolato tra alcune fasce significative della popolazione negli ultimi due mesi, in modo da raccogliere informazioni sulla diffusione del contagio in vista della riapertura di molte attività durante la prossima “fase due”, così da isolare precocemente eventuali positivi a tutela della popolazione tutta e utilizzare i dati raccolti per la stesura di protocolli per la sicurezza dei lavoratori in maniera puntuale.
«Noi sindaci dell’area pratese siamo pronti a partire con questa importante campagna di screening per il nostro territorio – spiega il presidente della Provincia Francesco Puggelli – un’indagine che siamo riusciti a studiare, organizzare e avviare in soli dieci giorni dalla ricezione dei test. Questo è quello che succede quando tutti gli enti collaborano e fanno rete lavorando costantemente e con determinazione per un unico obiettivo, in questo caso la tutela della salute pubblica e la preparazione alla “fase due”. Partiamo con i volontari delle associazioni, persone che in maniera instancabile hanno combattuto in prima linea e che hanno supportato il lavoro delle amministrazioni locali con un contributo fondamentale alla tenuta di tutto il sistema in questi due mesi».
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