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Rossi: «Sbagliato far decidere ai prefetti» Silli: «Fate finta di essere all’opposizione»
prato
Sulla vicenda della riapertura, poi abortita, del distretto tessile di Biella, ieri è intervenuto anche il presidente della Regione Enrico Rossi. «Da notizie di stampa si apprende che il distretto tessile biellese d’accordo con la Prefettura può riaprire da oggi – scrive Rossi – Come più volte sostenuto, questo dimostra che l’aver attribuito alle Prefetture il potere di determinare chi può stare aperto ha costruito un’Italia fatta non da 20 Regioni ma da 94 Province che hanno comportamenti difformi tra loro. È evidente che questo rischia di genere disorientamento e confusione».
«Prego il governo di intervenire – aggiunge Rossi – di rivedere queste disposizioni e di ridiscutere insieme alle Regioni il tema della programmazione delle aperture. A mio parere il governo deve tener conto delle specificità regionali sia sotto il profilo economico e produttivo che sotto quello dell’impatto del virus che non è uguale in tutto il paese. Intanto, qualcuno ci spieghi perché il tessile di Biella può riavviare le attività mentre quello di Prato no».
Pronta la replica del deputato Giorgio Silli di Cambiamo: «Quando il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi chiede come mai il distretto tessile di Biella possa riaprire e quello di Prato no, esattamente a chi si rivolge? Perché dovrebbe essere lui a rispondere. I deputati del Pd, partito del governatore, hanno i numeri per poter incidere nelle scelte del governo: troppo facile ora far finta di essere all’opposizione. A quanto pare le norme sono fatte male e fin troppo interpretabili, tanto da creare differenze di trattamento come queste. Al di là delle polemiche politiche, se il distretto di Prato non riaprirà entro le prossime 48 ore per molte aziende sarà veramente la fine. Fateci riaprire» conclude Silli.
«Mi sento di stigmatizzare, ed uso un eufemismo, questa decisione – commenta la consigliera regionale del Pd Ilaria Bugetti – che discrimina le Regioni, per altro non premia quelle che hanno reagito meglio, e crea lavoratori e imprese di seria A e di serie B». Per Bugetti «è inaccettabile e fuori da ogni logica razionale. Chiedo con forza al governo di non usare due pesi e due misure. Prato e i distretti economici toscani non meritano questo».
«Stiamo lavorando ai protocolli di sicurezza da giorni» osserva ancora, «e abbiamo tutte le carte in regola per poter ripartire. Non si capisce quindi perché le norme vengano interpretate e applicate in maniera differenziata a fronte delle stesse richieste ed esigenze. I lavoratori e le imprese sono tutti uguali. Invece con questo provvedimento si fanno delle discriminazioni. Cosa che il governo ha sempre professato di non fare. Mi auguro quindi e chiedo al governo con fermezza che consenta alle aziende pronte di ripartire questo lunedì, 27 aprile». —
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