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La reazione di Prato stoppa Biella «Ma non è una buona notizia...»

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La reazione di Prato stoppa Biella «Ma non è una buona notizia...»

Confindustria ai ferri corti col governo: «Un’incertezza che ci offende, non sanno che cosa significa condurre un’azienda»

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prato

Telefoni roventi per tutto il giorno di ieri tra Prato, Roma e Biella dopo la notizia che il distretto tessile piemontese aveva ricevuto dalla Prefettura il via libera alla riapertura delle fabbriche, mentre Prato restava al palo nonostante un incidenza dei contagi da coronavirus sensibilmente inferiore (474 contagiati su 100.000 abitanti rispetto ai 186 di Prato).

La svolta è arrivata nel pomeriggio quando si è saputo che il prefetto di Biella, Fabrizia Triolo, aveva convocato le categorie economiche per comunicazioni urgenti.

Sono passate un paio d’ore e da Confindustria Toscana Nord è arrivata la conferma dello stop alla riapertura di Biella, con una durissima premessa: «È giovedì 23 aprile. Il governo continua a dire che le imprese riapriranno il 4 maggio ma che alcune potranno forse ripartire anche lunedì 27 aprile, cioè, al netto del fine settimana, dopodomani. Non si sa quali e a quali condizioni. L’atteggiamento del governo è offensivo nei confronti di imprese e lavoratori. Evidentemente chi ci governa non comprende cosa significhi portare avanti un’azienda. Confindustria Toscana Nord manifesta la massima indignazione per lo stato di incertezza in cui sono lasciate le imprese e sollecita i parlamentari eletti nell’area Lucca-Pistoia-Prato – anche dei partiti della maggioranza che sostiene il Governo – a dissociarsi formalmente da questa inconcepibile situazione».

Poi la conferma dello stop: «È giunta notizia che la ripresa dell’attività tessile di Biella avrà vita molto breve: l’operazione avviata oggi pare essere infatti priva di ogni supporto istituzionale, tanto che alcune aziende stanno già chiudendo e altre presumibilmente lo faranno a breve».

«Non è una buona notizia – commenta il vicepresidente di Confindustria Toscana Nord Francesco Marini – Se fosse stata riconosciuta la legittimità del via all’attività delle aziende biellesi anche Prato avrebbe potuto fare altrettanto».

La notizia della ripresa dell’attività a Biella aveva destato scalpore e indignazione perché mentre le aziende tessili biellesi avevano ripreso stamattina a lavorare, alle aziende pratesi è sempre stato detto no. «Una disparità – scrive Confindustria – che aveva colpito e che indignava: non c’era motivo per vedere Prato esclusa da un qualsiasi provvedimento a favore del tessile. Il distretto pratese è infatti primo in Italia e in Europa per concentrazione di attività tessili, con quasi 16 mila addetti (il 13,6% del totale nazionale) per 2.220 imprese solo in provincia, e oltre 19.270 addetti per 2.780 imprese nei confini amministrativi del distretto tessile». —

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