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Toscana economia

La Regione autorizza la vendita di cibo da asporto nei ristoranti

L'interno del tapas bar La Cova in via Santa Trinita
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L'interno del tapas bar La Cova in via Santa Trinita

Il presidente Rossi ha firmato l'ordinanza che dà il via libera da venerdì 24. La soddisfazione di Confesercenti

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PRATO. Da venerdì 24 aprile in Toscana ristoranti e locali che somministrano alimenti potranno vendere cibo da asporto. Lo dispone l'ordinanza firmata dal presidente Enrico Rossi, la numero 41. La vendita da asporto, che potranno effettuare tutti i ristoranti e i locali, anche artigianali, dovrà essere effettuata previa ordinazione on-line o telefonica. I locali che vendono il cibo dovranno garantire che gli ingressi per il ritiro dei prodotti ordinati avvengano solo per appuntamenti e dilazionati nel tempo. Questo per evitare sia assembramenti all'esterno sia all'interno del locale, dove sarà consentita la presenza di un cliente alla volta. Ogni cliente inoltre dovrà permanere all'interno del locale il tempo strettamente necessario alla consegna e al pagamento dei prodotti. Resta invece sospesa per i ristoranti ogni forma di consumo sul posto.

Una decisione salutata con soddisfazione da Renzo Bellandi, presidente del sindacato pubblici esercizi Fiepet di Confesercenti.

“Le associazioni di categoria con un documento congiunto a livello regionale – dice Bellandi – hanno chiesto al presidente Enrico Rossi di compiere un passo ulteriore rispetto all’ultima ordinanza in merito al ripristino della parità di condizioni per tutti gli esercizi commerciali finora a vario titolo autorizzati ad operare. Ed in particolare nei confronti delle attività di ristorazione con la preannunciata autorizzazione all’attività di asporto. Un risultato estremamente importante visto che in questa lunga fase di chiusura, potranno oltre che con l’attività di “delivery” lavorare anche con la consegna del prodotto direttamente al cliente. Ovviamente nel rispetto di tutti i protocolli sanitari, il cliente dietro appuntamento, e quindi senza alcun assembramento, potrà presentarsi nel locale e ritirare personalmente il piatto ordinato. Una ordinanza nella quale, si annuncia, saranno autorizzate espressamente anche le attività di vendita di calzature”.

“Ma adesso l’obiettivo principale della categoria è pensare alla fase 2 e soprattutto mettere a punti protocolli che possano permettere la riapertura. Protocolli che, ovviamente, tutelino la salute ma che al tempo stesso non siano penalizzanti per gli imprenditori. A tale proposito come associazione abbiamo creato un gruppo di lavoro che metterà a punto proposte ed ipotesi di riapertura che sottoporremo al Comune ed alla  Regione”.

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