Il Tirreno

Prato

Toscana economia

I "ribelli" di Prato non hanno riaperto, ma minacciano di riprovarci - Video

di Paolo Nencioni
Roberto Rosati nella sua azienda, la Fortex di Montemurlo (foto Batavia)
◗
Roberto Rosati nella sua azienda, la Fortex di Montemurlo (foto Batavia)

Parla Roberto Rosati, promotore della clamorosa iniziativa che voleva forzare la mano alla politica: "Devono ascoltare il nostro grido di disperazione, metà delle aziende rischiano di non riaprire più". Intanto una trentina di imprenditori si sono scusati con la Prefettura

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Dovevano riaprire il  21 aprile, in barba ai decreti del governo, ma nessuno lo ha fatto. Le oltre 250 aziende tessili di Prato che lunedì avevano annunciato alla Prefettura l'intenzione di forzare il blocco delle attività a causa dell'epidemia di coronavirs sono rimaste chiuse, a partire dal Lanificio Fortex di Roberto Rosati, a Montemurlo, il promotore della clamorosa iniziativa che aveva messo in fibrillazione la Prefettura, le forze dell'ordine, la politica e le associazioni di categoria, soprattutto Confindustria Toscana Nord a cui sono iscritte molte delle aziende "ribelli". Anzi, una trentina di industriali hanno inviato alla Prefettura una lettera di scuse in cui si rimangiano quello che avevano scritto il giorno prima.

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.38745278:Video:https://video.iltirreno.gelocal.it/locale/rosati-capo-dei-ribelli-di-prato-confindustria-sapeva-della-nostra-protesta/135047/136662]]

Una ribellione che è rimasta in fase embrionale, anche se potrebbe riaffiorare, dice Rosati, se dalla politica non arriveranno risposte soddisfacenti al grido d'allarme degli imprenditori. Rosati ha convocato in mattinata una conferenza stampa nella sua azienda, in via Bisenzio, facendo indossare ai cronisti vestaglie protettive e soprascarpe. "Non è una pagliacciata - ha detto - è per la vostra sicurezza". Una sicurezza che l'imprenditore si dice sicuro di poter garantire anche ai suoi 26 dipendenti: "Qui ognuno ha 250 metri quadri a testa per muoversi".

"La nostra iniziativa non è stata in contrapposizione a Confindustria - dice Rosati - Loro era perfettamente informati di quello che stavamo facendo ma ovviamente non hanno potuto aderire perché la nostra non era una richiesta di apertura in deroga (la Fortex già lo ha fatto, ndr), ma era una cosa illegale. Una disobbedienza civile come un corteo non autorizzato. Sono due modi diversi per raggiungere lo stesso scopo". Secondo Rosati molti esponenti di Confindustria, tra cui Andrea Cavicchi, Francesco Marini e Marcello Gozzi sono d'accordo con lui. Di fatto alla conferenza stampa sono intervenuti anche Maurizio Sarti, presidente di PratoTrade, Massimo Menchi e Alessandro Sanesi.

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.38744574:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2020/04/21/news/riaprire-subito-il-no-del-sindacato-agli-industriali-che-si-ribellano-1.38744574]]

"Era prevedibile che non saremmo riusciti ad aprire le aziende - aggiunge Rosati - Confindustria ci ha riferito della reazione stizzita della Prefettura. Per questo ora da una parte sono soddisfatto dell'adesione alla nostra iniziativa, dall'altra sono deluso perché al momento di esprimere una protesta vera non è stato possibile. Ma dovete capire che noi siamo portatori di un messaggio di disperazione. Non è solo l'istanza degli imprenditori: anche gli artigiani e i dipendenti hanno capito che stiamo andando incontro a un disastro economico e sociale. Protrarre ancora la chiusura porterà al fallimento di metà delle aziende del distretto tessile e tante famiglie non avranno i soldi per fare la spesa. Ci saranno brutte conseguenze per tutti. Ora aspettiamo una risposta dalla politica, una politica che finora non ha capito la gravità della situazione".

"Se entro stasera vediamo che il messaggio è entrato da un orecchio ed è uscito dall'altro - promette Rosati - da domani ci riproveremo".

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.38740957:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2020/04/20/news/la-disobbedienza-civile-di-oltre-cento-aziende-tessili-noi-riapriamo-domani-1.38740957]]

Roberto Rosati lancia anche una stoccata a Gucci. "Visto che li hanno fatti riaprire in un attimo, vorrei sapere se loro hanno lo spazio che abbiamo noi - dice - Di sicuro hanno i soldi per pagare un virologo come Burioni che rilascia la sua consulenza e sulla base di quella riaprono la fabbrica. Noi quei soldi non li abbiamo, eppure ci avevano detto che quando l'indice di contagiosità fosse sceso sotto il valore 1 ci avrebbero fatto riaprire. Oggi è a 0,8 e Prato è una delle province meno colpite dall'epidemia".

L'ultima stoccata Rosati la riserva al sindacato. "Ho letto che sono contrari alle riaperture - dice - Sono fermi agli anni Settanta, non hanno capito che quelli che loro chiamano operai e io chiamo collaboratori, perché siamo tutti una famiglia, sono disperati come noi e vogliono tornare a lavorare. I sindacati dovrebbero difendere i posti di lavoro".

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web