Il Tirreno

Prato

Esodo verso le seconde case, l'allarme di tre sindaci

I sindaci di Cantagallo, Vernio e Vaiano
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I sindaci di Cantagallo, Vernio e Vaiano

I primi cittadini di Vaiano, Vernio e Cantagallo sono preoccupati per gli spostamenti delle famiglie che arrivano nei loro comuni. E ribadiscono: "Non si può"

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PRATO. Ancora troppe persone si spostano verso le seconde case, soprattutto in Valbisenzio, nonostante i divieti del governo. L'allarme arriva dai tre sindaci di Vaiano, Vernio e Cantagallo, Primo Bosi, Giovanni Morganti e Guglielmo Bongiorno, che già alla vigilia dello scorso fine settimana avevano segnalato un anomalo spostamento di famiglie.

"E' con preoccupazione e disappunto - scrivono i tre sindaci - che registriamo, a seguito di controlli serrati effettuati in tutto il fine settimana da polizia municipale e carabinieri, che gruppi di persone e famiglie intere non residenti si sono spostate nelle seconde case presenti nelle frazioni montane dei nostri comuni. Il decreto del 10 aprile non lascia spazio ad interpretazioni o deroghe: "Sono consentiti solo gli spostamenti  motivati  da  comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute e, in ogni caso, è fatto divieto a tutte le  persone  fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso rispetto a quello in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi  di  salute. Resta anche vietato ogni spostamento verso abitazioni diverse da quella principale, comprese le seconde case utilizzate per vacanza".

"Anche  la cura degli orti o degli animali per esempio, non deve essere presa a scusa per rientrare nelle seconde case ed è regolamentata e riservata al massimo a due persone per famiglia per lo stretto tempo necessario per le operazioni di cura dell'appezzamento di terreno". 

"Dispiace dover prendere provvedimenti contro chi ama il nostro territorio tanto da averci investito soldi e sacrifici, ma in un’emergenza sanitaria non intendiamo mettere a rischio la salute pubblica, che con lo sforzo di tutti sembra stia volgendo verso un graduale miglioramento. Confidiamo nella responsabilità di tutti. Rispettare oggi le regole è l’unico modo per turisti e villeggianti di poter godere, di qui a breve, nuovamente dei nostri splendidi territori. Non possiamo mollare proprio ora che intravediamo la luce in fondo al tunnel. Speriamo di potervi riabbracciare presto nei nostri borghi e sulle nostre montagne come membri delle nostre comunità".

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