Gioco
Prato deve farsi trovare pronta a riaprire le aziende
Sindaco e parti sociali trattano sul protocollo di sicurezza da sottoporre al governo: si decide sul come, non sul quando
PRATO
Quando il governo darà il via, Prato vuole farsi trovare pronta a riaprire le fabbriche. Questo il senso dell’incontro in teleconferenza andato in scena ieri tra il sindaco Matteo Biffoni, l’assessore Benedetta Squittieri e i rappresentanti delle parti sociali (imprenditori, sindacati, professionisti e albergatori).
L’obbiettivo è scrivere un protocollo, la cui bozza potrebbe essere già pronta oggi per essere sottoposta lunedì alla Prefettura. Un protocollo che sarebbe un adattamento alla realtà pratese di altri due protocolli, quello scritto il 14 marzo a Roma insieme ai sindacati e quello del Sistema moda, che dovrà tener conto della lunga serie di Dpcm, i decreti del presidente del consiglio, in questa lunghissima quarantena.
Prato insomma non è padrona del proprio destino, ma dovrà attendere le decisioni del governo (improbabile uno strappo della Regione). In altre parole, si decide come riaprire, non quando.
«In questi giorni abbiamo lavorato perché da Prato arrivi alla Regione e al Governo un protocollo già condiviso tra sindacati e associazioni di categoria per una riapertura in sicurezza delle aziende di tutta la filiera - ha ricordato il sindaco - perché il distretto riparte se garantiamo che tutte le sue parti possano riaprire in contemporanea, e di tutte le dimensioni, sostenendo le imprese più piccole nell'approntare i protocolli di sicurezza».
«Dobbiamo considerare che i numeri di Prato registrano un contagio molto sotto la media nazionale e regionale legato ai provvedimenti di chiusura e a un comportamento fino ad ora abbastanza corretto da parte dei cittadini – ribadisce Biffoni - Adesso dobbiamo quindi lavorare perché questo dato resti stabile, si avvii a una fase di decompressione e quindi far ripartire il distretto con tutte quelle modalità di sicurezza che tutelino al massimo i lavoratori e le imprese. Per questo un protocollo fatto su misura delle caratteristiche del nostro distretto è lo strumento migliore per permettere alle imprese di ripartire e ai lavoratori di avere le massime garanzie di tutela della salute».
L’idea del consigliere regionale Nicola Ciolini è mettere in campo gli ispettori dell’Asl che fino a qualche settimana fa eseguivano i controlli nelle confezioni cinesi. «Trasformiamo momentaneamente il Piano Lavoro Sicuro in un Piano di Sicurezza Covid-19 - dice Ciolini - Utilizziamo le competenze e l’esperienza acquisita in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro dai tecnici della prevenzione di Asl per affiancare le aziende del distretto pratese negli adempimenti necessari alla riapertura. Se verranno individuate aziende che hanno riaperto senza rispettare alcun protocollo servirà mano ferma: dovranno essere immediatamente chiuse per tutelare la salute pubblica. Altro punto importante a cui dare risposta riguarda l’approvvigionamento di dispositivi di protezione individuale. Vedo positivamente la proposta di creare una centrale unica di acquisto per tutto il distretto, che possa anticipare i soldi necessari per evitare problemi di liquidità alle singole imprese e distribuire alle aziende i presidi certificati e già verificati da chi è proposto ai controlli. La prima necessità resta sempre e comunque quella di tutelare la salute delle persone. Un nuovo dilagare di infezioni sarebbe devastante per il nostro territorio». —
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