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Buoni spesa, fioccano le proteste degli esclusi: "Criteri dubbi e motivazioni ingiuste"
Sono circa duemila le famiglie rimaste fuori dal contributo per l'acquisto di generi alimentari, ma in redazione arrivano proteste per i motivi dell'esclusione
PRATO. La loro rabbia è ritrovarsi fra i quasi 2000 pratesi "In standby". Ovvero, è la platea degli aventi diritto ai buoni spesa che non possono però usufruirne. Il motivo? Fondi esauriti per i benefici erogati dal Comune - con finanziamenti statali evidentemente non sufficienti - di cui è uscita ieri la graduatoria con 3.301 domande ammesse e finanziate. Eppure Katia, 34 anni, ha tre figli minori. Il marito è in cassa integrazione e lei al momento non lavora. Era stata assunta come cuoca in un bar il 2 marzo con un contratto fino al 30 aprile. In ogni caso, dopo il 23 febbraio che è lo spartiacque temporale per avere accesso agli ammortizzatori sociali. Quindi Katia non lavora e non percepisce tutele.
«Con quale criterio vengono fatte le graduatorie? Non è sufficiente il fatto di avere tre minori? Non abbiamo liquidità perché tutto quello che guadagniamo lo spendiamo per vivere. Vorrei sapere dal Comune con quali soldi posso fare la spesa visto che la cassa integrazione di mio marito ancora non si vede». Per stilare la graduatoria in tempi rapidi i servizi sociali hanno lavorato sodo anche nei festivi. Due i criteri di cui si è tenuto conto. Alcuni premianti, altri penalizzanti. Se costituiva un elemento penalizzante l’avere un sussidio statale come la cassa integrazione (che comunque comporta una riduzione dello stipendio e non sempre viene pagata puntualmente dall’Inps), criteri premianti erano considerati la presenza di minori e il pagamento dell’immobile di residenza sotto forma di mutuo o affitto.
Nel caso della mamma che ha interpellato Il Tirreno, il nucleo è sì composto da tre minori ma il tetto sotto il quale vivono è in comodato d’uso. Non pagando mutuo o affitto, questa famiglia potrebbe aver avuto una penalizzazione. Dal Comune fanno sapere che chi non è rientrato in graduatoria ma si trova in gravi necessità può richiedere i pacchi alimentari rivolgendosi al numero verde 800 301 650 (dalle 9 alle 14).
Un altro caso è quello di Francesca Olmi, anche lei è esclusa dai buoni ma con una motivazione che non le è andata giù: «Nonostante sia disoccupata la mia domanda è stata respinta perché la dichiarazione non è conforme allo stato civile. Ma come? - protesta la donna – Quando ho chiamato in Comune per fare la domanda ho riferito che siamo tre residenti, io e i miei due figli e in casa ho un compagno che però è residente altrove e non va contato. La donna che prendeva nota ha segnato quattro componenti,, ma io le ho chiaramente detto che il nucleo familiare è di tre persone».
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