Il Tirreno

Prato

il messaggio del vescovo 

«Più soldi ai medici e meno alle armi Per fortuna Prato non è New York...»

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Riscopriamo il “noi” invece di dire sempre “io”. È un passaggio del messaggio del vescovo Giovanni Nerbini ai fedeli in occasione della Pasqua. Eccone alcuni stralci.

«Non pochi scalpitano e vorrebbero poter da subito riassaporare la nuda e cruda libertà di potersi muovere a piacimento e si lamentano e protestano per questo eccessivo rigorismo. Reimpariamo a gioire e godere di quanto la provvidenza ci arricchisce quotidianamente».

«Rifacciamo spazio nei nostri pensieri e nelle nostre scelte a quel “noi” esiliato dal linguaggio e dalla pratica dai tanti “io” implacabili, insofferenti dittatori che non sentono che le proprie ragioni. Ricordo una vecchia donna di famiglia contadina raccontava che nelle feste apparecchiavano sempre un posto in più a tavola, perché in caso fosse giunto un povero capisse di essere atteso e benvoluto».

«Lamentarsi è di moda, e criticare, dopo il calcio, è lo sport nazionale più praticato. Nessuno in questi frangenti ha detto una verità fondamentale: che la nostra sanità è una benedizione divina, pur con tutte le sue disfunzioni. Non solo perché capace di garantire servizi a livelli di eccellenza; non solo per la professionalità e la dedizione di tanti medici ed infermieri che danno la vita eroicamente e non in senso figurato; ma per come la nostra Costituzione l’ha pensata e voluta. Ci sono paesi nel mondo dove chi ha si cura nei migliori ospedali, chi non ha mezzi è abbandonato a se stesso. Andate a leggere i resoconti drammatici di quanto sta accadendo nella civilissima New York; quanta disperazione tocca famiglie normali che dopo aver perso il lavoro rischiano di perdere anche la vita perché non più in condizione di pagare le polizze assicurative».

«Mi sono anche interrogato, e vi chiedo di far vostra questa mia domanda, se avremo anche per il futuro persone capaci per formazione, umanità, cultura, sensibilità di prendere decisioni illuminate per questa e tutte le grandi crisi (Dio voglia che non ce ne siano di analoghe) che si presenteranno di fronte a noi. L’interrogativo non è retorico se si pensa che abbiamo speso in armamenti nel 2018, 1670 miliardi di dollari (dati Sole 24 ore) per difenderci da ipotetici nemici! E se avessimo tagliato lì per investire in prevenzione per le malattie, la fame, le epidemie forse oggi non saremmo in questa situazione!». «Carissimi, in questi giorni, con il Vangelo, siamo andati al Calvario, abbiamo guardato il crocifisso, riascoltato le sue parole e guardato la sua morte e il suo sepolcro». «Ma dobbiamo risorgere anche noi dalle macerie dell’uomo vecchio ed egoista. Buona Pasqua a tutti». —

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di Redazione web