Gioco
Trovati i medici, partono i tamponi a domicilio: quaranta al giorno
Le unità speciali Usca dell’Asl entreranno in azione martedì Quattro squadre tra Prato, Valbisenzio e Comuni medicei
prato
La chiusura del cerchio l’hanno fatta dieci corsisti di medicina generale, laureati da tre o quattro anni che stanno facendo la specializzazione. Poi altri camici bianchi arrivati da Firenze e un medico di medicina generale che si è aggiunto ad altri due in servizio già, fra quei pochi che non sono “massimalisti” a Prato: si tratta di un dottore e di due dottoresse. L’elenco definitivo è composto da oltre trenta medici, ben oltre la richiesta dell’Asl Toscana Centro mentre il calendario dei turni giornalieri è coperto fino agli inizi di maggio.
È tutto davvero pronto per le Usca, le unità speciali per la gestione dei pazienti Covid-19 sul territorio. Le prime quattro squadre usciranno nella mattinata di martedì per eseguire tamponi a casa su segnalazione di medici e pediatri ma non solo: l’assistenza a domicilio riguarda anche i pazienti positivi in quarantena nella propria abitazione, oltreché i casi sospetti di Covid-19.
40 pazienti al giorno. Era stata una serie di intoppi burocratici e di rinunce all’ultimo momento a far slittare alla prossima settimana l’avvio delle Usca, vitali per dotare il territorio di strumenti per affrontare la pandemia. Un ritardo dovuto, ad esempio, alla mancanza della copertura assicurativa. La formazione delle tre Usca è stata definita venerdì: si contano quattro squadre a Prato, una attiva nei Comuni Medicei e un’altra in Vallata. Medico e infermiere viaggeranno a bordo di un’auto aziendale sempre in coppia muovendosi all’interno del territorio. Ogni giorno ognuna delle quattro squadre in azione nel perimetro della città visiterà (e tamponerà, se necessario) mediamente una rosa di dieci pazienti. Otto medici e otto infermieri saranno divisi in squadre chiamate a coprire turni di sei ore ciascuna (dalle 8 alle 14, dalle 14 alle 20). In questo modo l’Usca pratese punta a controllare circa quaranta pazienti al giorno.
Formazione lampo. Il numero dei casi trattati dipenderà da una serie di variabili: i tempi della vestizione e svestizione, l’attesa per far arrivare eventualmente il 118, il tragitto verso zone montane accessibili con più difficoltà. «Siamo soddisfatti di poter dotare anche Prato di questo fondamentale servizio territoriale in modo che anche i pazienti Covid-19 e sospetti positivi possano essere seguiti e trattati a domicilio – sottolinea Niccolò Biancalani, vicesegretario della Federazione dei medici di medicina generale – Le squadre di Usca lavoreranno sempre in sinergia col medico di medicina generale al quale rimane in carico il paziente». Domani si terrà mezza giornata di formazione per i dieci medici specializzandi che hanno scelto di farsi ossa con questa esperienza in prima linea nelle squadre Usca. Risolto anche il nodo della copertura assicurativa. Secondo la Fimmg, con le nuove disponibilità arrivate nelle ultime 48 ore si potrebbe pensare di implementare ulteriormente il servizio sul territorio. —
Maria lardara
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
