Toscana
Il sindaco: "O portate via gli anziani positivi oppure chiudo la casa di riposo"
Muro contro muro tra il primo cittadino di Carmignano e l'Asl Toscana Centro che non vuole trasferire gli ospiti della Rsa di Comeana nella struttura per cure intermedie di Narnali. Nota dell'azienda sanitaria: non abbiamo sbagliato niente
PRATO. O gli anziani positivi al coronavirus vengono trasferiti dalla casa di riposo di Comeana oppure il sindaco di Carmignano ordinerà la chiusura della Rsa. E' un muro contro muro quello tra il sindaco Edoardo Prestanti e l'Asl Toscana Centro sull'ospizio che è diventato una specie di lazzaretto con cinque anziani morti per il Covid-19 e altri due decessi sospetti. Ieri, 3 aprile, sembrava che la soluzione scelta fosse il trasferimento dei pazienti positivi nella ex Rsa di Narnali, destinata dall'Asl alle cure intermedie, ma poi è arrivato il no delle autorità sanitarie e l'arrabbiatura se possibile ancora più grande del sindaco Prestanti, appoggiato dal sindaco e presidente della Provincia Francesco Puggelli.
“La Asl deve trovare una soluzione immediata e trasferire subito i pazienti positivi al Covid-19 (sono 14, ndr) in una struttura adeguata - ha scritto oggi Prestanti - Altrimenti a breve sarò costretto a prendere un provvedimento urgente, seppur doloroso, e emanare un'ordinanza di chiusura della Rsa di Comeana. L'evoluzione della situazione, alla luce della positività al tampone di 15 operatori, e quindi più della metà del personale, sta rendendo la situazione all'interno della Rsa di Comeana sempre più ingestibile - ha aggiunto - Chiediamo perciò il trasferimento immediato dei pazienti positivi, o che vengano trovate delle soluzioni, concordate con la Asl e la struttura stessa, tali da garantire la sicurezza degli ospiti, del personale e della cittadinanza”.
In serata l'Asl Toscana Centro ha diffuso un comunicato nel quale in sostanza dice di non aver sbagliato niente e definisce quelle del sindaco "affermazioni d'effetto, ma discutibili nell'aderenza alla verità", chiedendo "dedizione e spirito di sacrificio nel cercare soluzioni che non possono essere soltanto attese". In pratica uno schiaffo agli amministratori che da quasi un mese sostengono di non essere stati ascoltati. A una sola domanda, quella più importante, l'Asl non risponde: se dopo i primi casi di positività al coronavirus alla Rsa di Comeana si fosse deciso di trasferire gli anziani positivi in un'altra struttura ci sarebbero poi stati altri 29 casi, scoperti un paio di giorni fa?
Ecco il testo del lunghissimo comunicato diffuso dall'Asl.
"L’Ausl Toscana centro ha adottato fin da subito le dovute misure per gestire i casi di positività rilevati all’interno delle residenze sanitarie assistenziali. Il primo intervento è stato effettuato presso la RSA di Comeana, a seguito della conferma di un caso positivo. E’ stata pertanto adottata ogni misura adeguata, in accordo con le autorità locali e la Società della Salute, compresa l’attivazione immediata della quarantena dell’intera struttura. E’ stato inoltre avviato un costante monitoraggio con il coordinatore dei medici di famiglia afferenti alla struttura, nonché un confronto quotidiano con la direzione della RSA al fine di supportarla nella gestione delle proprie responsabilità. Relativamente ai contatti stretti in RSA sono stati posti in quarantena e sorveglianza attiva i 30 ospiti presenti nella struttura stessa in accordo le autorità locali e la Società della Salute, su 15 di questi, che presentavano sintomatologia simil-influenzale, sono stati effettuati tamponi per ricerca del Covid-19, che hanno riscontrato 8 positività su 15. Sono state inoltre prescritte quarantene agli 11 anziani afferenti al Centro diurno (sospeso dalla Società della Salute contestualmente all’esordio dei primi casi). Su alcuni anziani del Centro e i rispettivi familiari, divenuti sintomatici, è stato effettuato tampone. Nei casi risultati positivi è stata prescritta la quarantena a tutti i contatti stretti identificati dall’inchiesta epidemiologica Gli operatori della RSA e il personale assistenziale asintomatico non sono stati sottoposti in quarantena, secondo quanto prevede la normativa, ma hanno adottato le dovute misure preventive, compreso l’isolamento verso le famiglie e altri contatti esterni. Gli operatori sintomatici sono stati posti in isolamento nel proprio domicilio con una sorveglianza attiva da parte del medico di famiglia e del Dipartimento di Prevenzione, tramite l’igiene pubblica territoriale. L’Azienda sanitaria si è impegnata a fornire tempestivamente gli adeguati dispositivi di protezione individuale e altro materiale sanitario per far fronte alle necessità richieste dalla struttura. Inoltre è stata inviata un’istruzione operativa, anche a tutte le altre RSA, con le indicazioni per dare ulteriore supporto e consulenza sugli aspetti tecnici e organizzativi orientati alla diffusione del virus. Nei giorni scorsi sono stati inoltre effettuati ulteriori tamponi a tutti gli operatori e gli ospiti della struttura. Sono risultati positivi 15 ospiti, e 14 operatori, questi ultimi tutti asintomatici. Nella mattina di oggi è intervenuta presso la struttura un’apposita équipe specialistica che ha constatato la prevalenza di soggetti in buone condizioni di salute. Soltanto due degli ospiti manifestano una lieve sintomatologia. L’Azienda precisa che questa RSA, come tutte le altre, è stata fornita per tempo delle procedure di sicurezza da adottare rigorosamente per gli accessi alla struttura e per la protezione individuale nell'attività lavorativa dei loro operatori. Il gestore della RSA, ai sensi del contratto in essere, deve provvedere alla sostituzione del personale in malattia. Si valuterà pertanto il rispetto dei termini contrattuali. Sorprende inoltre molto la presa di posizione di alcuni Sindaci della zona, a partire da quello di Carmignano, stante il continuo coinvolgimento sui passi assunti e sulle decisioni adottate. Si ribadisce infine che tutti gli ospiti della struttura che presentino malattia sono presi in carico dal SST, con avvio di adeguata terapia medica presso la RSA. Solo per tali soggetti ammalati, è previsto il trasferimento presso adeguata struttura sanitaria territoriale a carico della Asl Toscana Centro o il collocamento all'interno del presidio ospedaliero. Pur consapevoli della complessità del momento, è necessario che tutti svolgano appieno il proprio compito. La presa in carico è prevalentemente sanitaria se c'è malattia, altrimenti è prevalentemente sociale, quindi con il coinvolgimento attivo delle Amministrazioni Comunali".
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