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I decessi sono 17, boom di nuovi casi Il totale sale a 290
Si fanno più tamponi e aumentano anche i pazienti positivi Si aggrava la situazione nella casa di riposo di Mezzana
prato
Un altro anziano è morto a causa del coronavirus in provincia di Prato. Si tratta di un uomo di 80 anni di Prato, Pietro Ceccherini, la diciassettesima vittima del virus, secondo quanto comunicato nel bollettino quotidiano della Regione. E sono ben 32, il numero più alto dall'inizio dell'epidemia, i nuovi casi di positività al Covid-19 sul territorio provinciale, che porta il totale a 290. Un dato che raffredda l'ottimismo del giorno prima, quando i nuovi casi erano stati solo 10.
Macroscopica e più grande del solito la differenza coi casi di coronavirus comunicati dall’Asl Toscana Centro, per la quale in provincia di Prato i nuovi casi sono solo 12 (7 a Prato, due a Montemurlo, due a Vernio e uno a Carmignano, di età compresa tra i 30 e gli 83 anni, tre dei quali in gravi condizioni all’ospedale Santo Stefano). Una differenza ormai abituale e che non ha ancora una spiegazione ufficiale convincente, tenuto conto che i numeri della Regione sono quelli comunicati alla Protezione civile nazionale.
Ma l’aumento dei positivi probabilmente si spiega con l’alto numero di tamponi che sono stati fatti nelle case di riposo, le Residenze sanitarie assistenziali dove si concentrano gli anziani più a rischio. È la stessa Regione a chiarirlo spiegando che nelle ultime 24 ore sono stati fatti ben 3.410 tamponi ed è stato avviato il programma che prevede esami a tappeto nelle Rsa: solo nell’Asl nord ovest negli ultimi due giorni ne sono stati fatti 791 (416 sugli ospiti e 375 sugli operatori, mentre non è noto il numero di tamponi fatti nell’Asl Toscana Centro).
Brutte notizie arrivano anche da Casa Serena, la Rsa di Mezzana, dove ai sei casi positivi se ne sono aggiunti almeno altri cinque portando il totale a 11. Oggi il tampone verrà fatto a tutti gli ospiti (in totale 38) e agli operatori. La struttura di via Chiarugi si conferma il nuovo focolaio dell’infezione in provincia di Prato, dopo che la casa di riposo di Comeana ha già pagato il prezzo più alto con cinque vittime tra i suoi ospiti.
Proprio alla Rsa di Comeana, dove il 9 marzo si sono registrati i primi nove casi di Covid (poi diventati dieci, con cinque decessi), i tamponi sono stati fatti ieri mattina. I primi ad essere controllati sono stati gli ospiti della struttura, tre donne e due uomini, che già erano risultati positivi tre settimane fa. «Finalmente» sospira la direttrice Paola Lombardi. I tamponi per verificare la guarigione dei cinque ospiti erano stati richiesti da giorni. Ma i controlli non hanno riguardato solo loro. I test, come prevede l’ultima ordinanza del presidente della Toscana Enrico Rossi, sono stati fatti a tutti: agli altri 23 anziani superstiti che vivono nella struttura, una palazzina di tre piani a due passi dalla chiesa, ma anche alla trentina di dipendenti ed operatori che vi lavorano. I risultati si conosceranno nelle prossime ore. E, se saranno negativi, nella casa di riposo si potrà tornare quasi alla normalità, che in queste settimane di emergenza si è cercato comunque di mantenere per quanto possibile. Soprattutto si potranno accogliere altri ospiti. «I 23 anziani sembrano stare bene» racconta ancora la direttrice.
Martedì notte è venuta frattanto meno un’ospite: aveva 89 anni. Ma non era positiva (non le è mai stato fatto il tampone). Non era neppure sintomatica, ma con diverse patologie a carico e già sottoposta da tempo a cure palliative. — p.n. - W.f.
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