Il Tirreno

Prato

Niente buoni pasto a chi ha il reddito di cittadinanza o altri benefici

FRANCESCO ALBONETTI WALTER FORTINI
Niente buoni pasto a chi ha il reddito di cittadinanza o altri benefici

Ai sette comuni della provincia spetteranno quasi 1,4 milioni. Tra i criteri scelti, preferite le botteghe ai supermercati

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PRATO. Ammonta a quasi 1,4 milioni di euro la cifra stanziata per Prato e provincia per i cosidetti “buoni spesa”. Soldi che le famiglie dei cassintegrati, piccoli imprenditori e commercianti, costretti a chiudere l’attività per le misure di contenimento del coronavirus, potranno spendere esclusivamente per l’acquisto di generi alimentari. In queste ore gli uffici sono al lavoro per decidere i criteri coi quali verranno distribuiti i buoni spesa. Ecco la situazione.

Prato: isee inutilizzabile. Ammonta a oltre 1 milione di euro lo stanziamento del governo destinato a Prato. Uffici al lavoro tenendo conto che ogni metodo utilizzato in passato in questa occasione non è ripetibile: «Non possiamo basarci sull'Isee – spiega il sindaco Matteo Biffoni – che potrà essere uno dei criteri ma non l'unico perchè fotografa una situazione ormai inattuale, e dobbiamo cercare di ampliare il più possibile la platea dei beneficiari, pensando anche a tutta una fetta di cittadini che fino a oggi, fortunatamente, non hanno avuto bisogno dei servizi sociali o di un supporto economico e che oggi non beneficiano già di misure di sostegno. Una cosa è certa: non lasceremo nessuno da solo».

Molto probabile, quindi, che sarà escluso dai buoni spesa chi già percepisce il reddito di cittadinanza o altri benefici. Per rispondere alle domande dei cittadini il Comune attiverà una linea telefonica dedicata con un numero verde. «Contiamo di essere pronti con la definizione di modalità e criteri quanto prima, spero già dalla prossima settimana. I nostri uffici stanno lavorando pancia a terra per essere pronti, anche coordinandosi con gli altri Comuni attraverso Anci per trovare modalità di erogazione dei buoni condivisa», sottolinea il sindaco. Tecnicamente infatti dovrà essere trovata una modalità sicura, attraverso buoni spesa o tessere che non siano falsicabili o clonabili. «Siamo in contatto con le categorie economiche perché oltre alla grande distribuzione vorremmo coinvolgere anche i negozi di vicinato» aggiunge Biffoni.

In Valbisenzio. Ammontano a circa 100mila euro le risorse destinate ai tre comuni della ValBisenzio. Ieri I sindaci Guglielmo Bongiorno, Primo Bosi, e Giovanni Morganti, hanno tenuto un incontro operativo con l’obiettivo di pianificare un intervento che sia più rapido ed efficace possibile. «La priorità è quella di dare sostegno immediato a famiglie e a persone che, a causa dell’interruzione del lavoro, si trovano in stato di necessità e mancano del necessario per la vita quotidiana, è chiaro che non c’è tempo da perdere - spiegano i sindaci – Queste risorse vanno ad aggiungersi a quelle messe a disposizione per affrontare la situazione di difficoltà dal Comitato Città di Prato-Pro Emergenze nei giorni scorsi e a quelle che costantemente vengono rese disponibili dai Comuni per le famiglie con disagio». Sarà l’ufficio dei servizi sociali dei Comuni a individuare i beneficiari tra i nuclei familiari più esposti agli effetti economici derivanti dall’emergenza legata all’epidemia. Sono già disponibili due numeri di telefono a cui rivolgersi per richiesta di aiuto: 0574 931036 oppure 0574 942451.

Poggio e Carmignano . Nei due comuni medicei pratesi arriveranno poco meno di 83mila euro a Carmignano, e quasi 54 mila a Poggio a Caiano. «Siamo in attesa di avere indicazioni più precise da parte del governo, che arriveranno nel pomeriggio» dicono i due sindaci, Edoardo Prestanti (Carmignano) e Francesco Puggelli (Poggio a Caiano). Se i dettagli ancora mancano, partire sarà però semplice sul Montalbano. Tutti e due i Comuni hanno infatti già una macchina rodata. «A Poggio a Caiano i buoni spesa – sottolinea orgoglioso il sindaco Puggelli – sono una realtà già da diversi anni, rivolti chiaramente alle fasce più fragili della popolazione. In questa fase potremmo allargarli anche ad altri esercizi, compresi quelli più piccoli». Un’idea che piace e che sta valutando anche il collega Prestanti, che lavora però anche su un altro fronte. «L’idea – spiega - è di utilizzare gli 83mila euro che ci arrivano dal governo nel fondo di solidarietà che già abbiamo, non solo per la spesa di beni di prima necessità ma anche per venire in soccorso di chi non può pagare bollette o affitto».

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