Gioco
Gli animali alla riconquista della città deserta
Cervi, cinghiali e uccelli in luoghi insoliti: la cura al canile e gattile non si ferma e a Galceti nascono due piccoli di cigno nero
PRATO. Tra le categorie di persone che durante questa emergenza coronavirus non possono fermarsi ci sono anche coloro che si occupano degli animali. I nostri amici a quattro (o due) zampe infatti, ignari della pandemia in corso che ha sconvolto la quotidianità di noi umani, continuano la loro vita come prima dell’arrivo del virus, con tutte le necessità che ciò comporta. È per questo che, anche in tempo di lockdown, l’attività del canile “Il Rifugio” e dell’oasi felina La Bogaia – le due strutture comunali per l’accoglienza di cani e gatti senza padrone – proseguono.
«È come andare a lavorare in farmacia o al supermercato – spiega Patrizia Nocerino, presidente dell’associazione Qua la Zampa, che gestisce il canile – È un’attività che deve andare avanti per forza, perché i cani vanno gestiti, puliti, dato loro da mangiare e anche portati fuori a passeggiare». Il funzionamento del canile, che accoglie oltre 70 cani, è assicurato dalla presenza dei 5 operai comunali addetti alla struttura, che in questi giorni proseguono la propria attività, pur con tutte le precauzioni del caso (il fatto che il canile sia in gran parte all’aperto aiuta), e dai volontari dell'associazione, che garantiscono la loro presenza con dei turni. Uno stop temporaneo è stato dato invece ai volontari esterni, che di solito vengono a coccolare e a portare a passeggio gli ospiti a quattro zampe.
Chiusa al pubblico (dal 10 marzo) anche l’oasi felina, che prosegue la sua attività grazie ai volontari dall’associazione Oasi Felina di Prato. «Grazie davvero a tutti i volontari – ha detto il responsabile dell’ufficio diritti degli animali del Comune di Prato Augusto Bassolino – Sono splendidi, persone encomiabili. Prato da questo punto di vista è una bella realtà». Il responsabile comunale evidenzia inoltre un fenomeno particolare: «In questo periodo non troviamo in giro cani senza chip. È la riprova, visibile adesso che non ci si può muovere, del fatto che questi cani non sono randagi che vivono sul nostro territorio ma vengono portati qui da fuori provincia, attraverso un traffico illecito, proveniente soprattutto dal sud Italia. Avevamo fatto anche delle denunce in proposito in passato».
Prosegue anche l’attività del pronto soccorso veterinario, gestito dal Comune e dal servizio Sos Animali, al numero 345 3220066. Inoltre l’associazione Earth Prato nei giorni scorsi ha dato il via al servizio di ambulanza veterinaria per il trasporto degli animali domestici: il numero da chiamare è 351 9101434. Entrambi i servizi sono attivi su tutto il territorio provinciale. —
AL CENTRO DI GALCETI NASCONO DUE PICCOLI DI CIGNO NERO
Nonostante il coronavirus, in questo periodo non solo gli animali domestici ma anche quelli selvatici continuano ad aver bisogno di aiuto in città. Accade al Centro di scienze naturali di Galceti, che funziona da centro per il recupero della fauna in difficoltà. Chiuso al pubblico dal 10 marzo, la sua operatività è portata avanti grazie ai suoi 4 dipendenti e ad alcuni volontari, tra cui i ragazzi del servizio civile regionale. «Abbiamo diviso i dipendenti in due turni differenziati, che non si incontrano mai tra loro – spiega il direttore del centro (attraverso la fondazione Parsec) Marco Morelli – mentre per i volontari abbiamo ridotto gli accessi al minimo. L’attività però non può essere sospesa: gli animali sono tanti e hanno bisogno di cure».
C’è infatti da badare ai nidiacei, cioè gli uccellini appena nati, numerosi in questa stagione, che non hanno ancora abbandonato il nido, alle tartarughe di terra che sono appena uscite dal letargo, all'asino e al pony, oltre che ai piccoli mammiferi come conigli, scoiattoli e ricci e a quelli più grandi come daini e cervi e anche cinghiali. Di cure continue hanno bisogno anche i rettili del rettilario – serpenti, iguane, varani e altri – tra cui molte specie protette e vari esemplari derivanti da confische. Con l’arrivo della primavera, a inizio marzo al centro sono anche nati due piccoli di cigno nero. Segno che la natura non si ferma. Anzi, così come il molte altre città, anche a Prato gli animali, con meno umani in giro, hanno ricominciato a farsi vedere in luoghi da cui erano scomparsi: gli uccelli acquatici (come gli aironi) nei giardini, cervi, daini e cinghiali per le strade delle zone ai piedi delle colline. La natura è velocissima a riappropriarsi degli spazi» commenta Morelli.
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