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Coronavirus, niente spesa se hai la febbre: clienti in coda ma la misura piace
Prato, da qualche giorno Esselunga ha introdotto il termoscanner all'ingresso. I clienti: "Fanno bene, ci sentiamo più sicuri"
PRATO. Non spaventatevi se arrivate al supermercato, insegna Esselunga, e vi puntano un termoscanner. È semplicemente lo strumento per misurare la temperatura corporea dei clienti che vanno a fare la spesa. Le guardie giurate sono dotate di questi apparecchi e prima di entrare lo puntano per pochi secondi sul volto delle persone per essere certi che gli avventori non abbiano la febbre, uno dei sintomi del coronavirus.
Chi ha una temperatura corporea superiore ai 37,5 gradi non potrà entrare all'interno del supermercato. «Non lo sapevo perchè avevo fatto la spesa più di una settimana fa – dice Giovanni , un cliente – comunque è un modo per essere più sicuri e sono stati bravi, visto il freddo a far disporre clienti nel parcheggio coperto». Infatti alla filiale in via Leonardo da Vinci (ex Pratilia) il piazzale è deserto perchè la fila è stata spostata in un’ampia porzione del primo piano del parcheggio sotterraneo, dove possono trovare spazio, sempre a debita distanza, oltre 300 persone.
Nella mattinata erano numerosi i clienti in attesa, sempre tutti ben ordinati e distanziati, e possono entrare solo dopo che altre persone escono dal punto vendita. «Ritengo che sia giusto controllare chi entra in un luogo pubblico dove ci sono alimenti – spiega Beatrice – chi ha la febbre deve stare a casa o deve sentire il medico non venire a fare la spesa. Può mandare qualcun altro o farsela portare». Per motivi tecnici, il controllo della temperatura avviene dentro al supermercato. Qui le persone, distanziate, vengono accolte una quindicina alla volta e tenute per un paio di minuti “al caldo” dell’ambiente interno, in modo da non falsare la rilevazione della temperatura. Il termoscanner è stato provato prima in Lombardia e in Veneto ed ora è attivo anche in altre regioni compresa la Toscana. È soltanto l’ultima precauzione adottata da Esselunga per evitare assembramenti e situazioni a rischio: ingressi scaglionati, casse aperte alternativamente, vetri in plexiglass a protezione dei cassieri, guanti monouso e gel disinfettante agli ingressi.
La raccomandazione resta quella di recarsi in negozio un solo componente per nucleo familiare e di attenersi rigidamente alle disposizioni, in modo da limitare con i singoli comportamenti la diffusione del virus Covid-19. Dall'altra parte i cosiddetti servizi non essenziali come i negozi che vendono abbigliamento e scarpe, bar e ristoranti invece, almeno fino al 3 aprile, saranno chiusi e Mauro Lassi , presidente di Confesercenti Prato fa quadrato con tutte le attività economiche della città per avere aiuti concreti. «Così l'intervento, più che una cura, rischia di essere solo un palliativo a discapito di chi è stato per esigenze sanitarie costretto a chiudere. Insieme a tutte le categorie Prato cercherà di spingere per avere un sostegno più significativo. I nostri uffici sono a disposizione delle imprese per rispondere, a tutte le richieste di informazioni che arriveranno».
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