Gioco
L'ex azienda di Cavalli ora fa mascherine: "Ne produrremo due milioni"
La Stamperia Fiorentina di via Gora del Pero si è riconvertita nel giro di pochi giorni e ora le macchine lavorano a pieno ritmo
PRATO.E' il 13 marzo. Le telecamere dei telegiornali inquadranola fabbrica Miroglio di Alba, riconvertitasi alla produzione di mascherine per l’emergenza in corso. Dall’alta moda ai dispositivi medici. «E nel nostro piccolo non lo facciamo qui, a Prato?». L’idea frulla nella testa dell’imprenditore Massimiliano Parri, uno dei soci della Stamperia Fiorentina, quasi sessant’anni di storia che s’intrecciano con il nome del suo fondatore: lo stilista Roberto Cavalli. Parri ha davanti le ramose del suo capannone in via Gora del Pero. Qui bisogna fare qualcosa: servono mascherine ai medici, infermieri, farmacisti, forze dell’ordine. Qui il sistema della moda rischia di saltare. Gucci, Fendi, Prada, Ferragamo: anche i grandi nomi del fashion sono scesi in campo per produrre presidi sanitari. Passano altre due settimane da quelle immagini dentro la Miroglio: la burocrazia ci mette lo zampino. Parri prova a ragionarci su, lui che per tanti anni ha fatto anche il tecnico ortodontico e quindi il campo medicale la conosce bene. Lo seguono il presidente David Vannini e gli altri soci. Ci vogliono i test sulla composizione chimica, i certificati del ministero della Salute.
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I macchinari per il trattamento sono gli stessi: cambia solo il ciclo produttivo. Alla fine la Stamperia Fiorentina ce la fa: oggi viaggia al ritmo di diecimila mascherine al giorno. «Puntiamo a produrne due milioni: è il nostro obiettivo», fa sapere Parri. Archiviati temporaneamente in un cassetto i tessuti per i capi dell’alta moda, l’azienda ha deciso così di riconvertirsi. Non che mancassero gli ordini, complici i nuovi macchinari arrivati nelle ultime settimane. «Questa situazione di emergenza non durerà poco – prosegue Parri - Delle mascherine ci sarà bisogno anche per i prossimi mesi. Riconvertire era un modo per salvaguardare i nostri operai».
Nel deserto del Macrolotto dovuto allo stop delle fabbriche, la Stamperia Fiorentina è una mosca bianca. Qui si lavora a pieno ritmo. E' atteso anche un ordine dei paracadutisti della Folgore. La stamperia produrrà mascherine anche per la Regione tramite procedura Estar. La filiera è tutta concentrata nel raggio di mezzo chilometro. La stamperia tratta il tessuto, il fasonista che confeziona è una ditta a conduzione cinese attiva nella zona. Anche così pratesi e cinesi vanno a braccetto nell’emergenza. I test chimici arrivano da un laboratorio di Pontedera, i certificati dal Ministero: nell’arco di tre giorni si completano passaggi. Attraverso la filiera delle mascherine il distretto non solo reagisce all’emergenza: il cuore dei pratesi si fa sentire anche in queste circostanze.
«Faremo una donazione all'ospedale Santo Stefano», annuncia il presidente Vannini. Due le tipologie di mascherine che escono dai capannoni di via Gora del Pero: da una parte, i modelli “SF62” con elastico e lacci in tessuto con antigoccia (97% di cotone e 3% di elastan) lavabile, dall’altra le mascherine chirurgiche in tre strati di Tnt. La produzione sarà accelerata da lunedì 30 marzo: sono in arrivo 40mila metri di tessuto.
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