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Bambini prigionieri in casa? Botta e risposta dentro il Pd

Bambini prigionieri in casa? Botta e risposta dentro il Pd

La consigliera regionale Bugetti chiede una “mezz’ora d’aria” per i più piccoli e il sindaco sbotta: «Allucinante, qui si può». La replica: «Parlavo della Toscana»

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La consigliera regionale del Partito democratico Ilaria Bugetti chiede che i genitori possano portare fuori i bambini almeno mezz’ora al giorno e viene bacchettata dal sindaco Matteo Biffoni e dal collega consigliere Nicola Ciolini. Una polemica a distanza tutta interna al Pd, di cui forse non si sentiva il bisogno in questi giorni di emergenza coronavirus.

Apre le danze alle 11,41 la Bugetti con una nota nella quale chiede “attenzione nei confronti dei ragazzi autistici e dei disabili psichici in genere e verso i bambini” , sottolineando “l’importanza di stabilire norme chiare che indichino il comportamento che famiglie e caregiver possono tenere in questi giorni di restrizioni nella cura dei più piccoli e dei più fragili. I ragazzi disabili, come quelli affetti da disturbi dello spettro autistico – spiega la consigliera regionale – e i bambini sono coloro che più risentono in questi giorni dell’isolamento in cui l’emergenza Covid-19 ci ha costretti. Ferma restando l’assoluta priorità da dare al contenimento del contagio, ritengo dunque sia importante prevedere per loro delle regole specifiche che permettano loro e ai loro familiari di vivere questa situazione con il minor disagio possibile. Come ad esempio la possibilità di uscire di casa, con tutte le precauzioni previste, almeno mezz’ora al giorno». Una sollecitazione arrivata anche da alcuni genitori con una lettera aperta in cui si chiede di fare chiarezza sulle norme.

La risposta del sindaco arriva alle 15,29 e Biffoni, pur senza nominare la consigliera Bugetti, non le manda certo a dire. «Trovo allucinante – scrive – che in piena emergenza coronavirus qualcuno faccia uscite senza essere informato, altri paragonino i propri bambini a un cane che ovviamente esce per fare i bisogni non sapendo usare il bagno. Certe dichiarazioni le trovo irrispettose per tutta quella grandissima maggioranza di famiglie che hanno a cuore solo una cosa: la salute dei propri figli e dell’intera comunità. Quel che mi sconvolge è che chi lancia questi messaggi dovrebbe sapere che siamo in mezzo a una pandemia mondiale. I ragazzi disabili, autistici o con difficoltà legate alla salute già possono uscire allegando all’autocertificazione un’attestazione del medico o della Asl. E non c’è bisogno di alcuna ordinanza, a Prato è già previsto da 20 giorni». Passano dieci minuti e il consigliere regionale Ciolini, anche lui Pd, si schiera col sindaco.

Chiude il cerchio la stessa Bugetti: «Ci fa molto piacere che a Prato ci siano dei medici accorti che hanno già previsto per i ragazzi autistici la possibilità di uscire di casa almeno un po’ durante questa emergenza, in accordo con le direttive emanate del Comune. La norma però deve essere chiara per tutti i cittadini della Toscana, territorio che nella sua interezza rappresento in consiglio regionale, e non solo per Prato e per quei casi in cui ci siano medici attenti a questa problematica». —

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