Il Tirreno

Prato

cantagallo e carmignano 

La spesa nei piccoli comuni è un guaio: appello dei sindaci

F.P-W.F.

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cantagallo

Niente più spostamenti per situazioni di necessità al di fuori del Comune in cui ci si trova. Lo impone il nuovo decreto firmato domenica sera dal presidente Conte. Poco cambia in città, dove si può trovare tutto ciò di cui si ha bisogno, ma molto invece nelle piccole realtà, come quella di Cantagallo. Nel più piccolo Comune della provincia pratese per numero di abitanti (poco più di 3mila) infatti non c’è nemmeno un supermercato, così come mancano bancomat, agrarie e altri servizi essenziali, ed è normale per i suoi residenti andare a fare la spesa e molte altre cose a Vaiano o a Vernio. Il sindaco Guglielmo Bongiorno ha scritto a prefetto avere chiarimenti; «I provvedimenti nazionali devono regolamentare situazioni generali, ma spesso non tengono presenti situazioni come la nostra. Nell’attesa di ricevere le opportune indicazioni, chiedo ai cittadini di seguire sempre lo stesso principio (al quale stanno rispondendo finora in maniera esemplare) di limitare al massimo gli spostamenti e, se proprio necessario, magari per comprare un articolo di prima necessità che sul nostro territorio non si trova, di recarsi negli esercizi di Vaiano e Vernio più vicini a casa propria e con la minor frequenza possibile: una o due volte a settimana può essere sufficiente, non tutti i giorni. Facciamo appello al buon senso». Qualche bottega a Cantagallo c’è, ed è anche fornita. Il rischio però è che, essendo l’unica fonte di approvvigionamento “concessa” agli abitanti del Comune, si creino sovraffollamenti.

Stessa situazione a Carmignano. Anche il sindaco Edoardo Prestanti ha scritto al prefetto facendo presente che nel suo comune «è presente un’unica struttura commerciale di piccole dimensioni, situata a Seano, impossibilitata a soddisfare le esigenze di tutta la popolazione del Comune (15mila abitanti). Non solo, questa condizione oggettiva rende molto difficile far rispettare le disposizioni del Dpcm che prevedono che sia garantita la distanza interpersonale di almeno un metro tra i soggetti. La nostra polizia municipale ha, infatti, registrato, fin dalle prime ore del mattino, numerosi assembramenti di persone in attesa di entrare all’interno dell’unico esercizio commerciale di generi alimentari. Per questi motivi i cittadini di Carmignano sono normalmente costretti a recarsi nei Comuni attigui per approvvigionarsi di beni di prima necessità». Da qui la richiesta di «dare la possibilità, in linea preferenziale, per i cittadini di Comeana, Poggio alla Malva, Artimino e Carmignano di potersi recare nelle attività commerciali di generi alimentari di Poggio a Caiano; per i cittadini di Seano e Bacchereto di potersi recare negli esercizi commerciali di Poggetto e Poggio a Caiano. Ciò eviterebbe situazioni di pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica sul territorio comunale, garantendo un più corretto e scaglionato approvvigionamento di generi alimentari di prima necessità». — F.P-W.F.

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