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Squittieri: «Teniamoci i fondi di Bruxelles»
L’assessore al Bilancio assicura che i conti sono in ordine ma in caso di necessità servirebbe uno storno dei soldi Ue
prato
Tari, Cosap, Imu, tutte le tasse comunali rinviate come primo pagamento a giugno prossimo. Molte di queste sarebbero dovute scadere fra marzo e aprile. La Tari, tassa sui rifiuti, sarà divisa in tre rate per le utenze non domestiche, imprese, aziende, uffici, partite Iva. La rateizzazione delle imposte in corso viene sospesa per il momento. È il pacchetto deciso dalla giunta comunale. Dal decreto del consiglio dei ministri arriva la ricaduta sulle casse del comune di Prato. Ma, per ora, non sembra accendersi la spia rossa. «Il Comune ha una buona cassa e capacità di liquidità» dice Benedetta Squittieri, assessore al bilancio della giunta Biffoni. Numeri importanti quelli del bilancio che intanto il Comune prevede, ma non può ancora vedere incassato. La giunta pratese ha tenuto due settimane fa la sua ultima riunione, in palazzo comunale. Da allora in poi, riunioni solo via Skype e teleconferenza, ma il bilancio preventivo 2020 e le relative variazioni di bilancio dovranno passare dal voto del consiglio comunale. La bozza del bilancio c’è, approvata in giunta. Il secondo comune della Toscana ha una previsione complessiva per il 2020 di circa 200 milioni di euro, con i quali vengono assicurati gli stipendi a oltre 900 dipendenti, i servizi pubblici, i finanziamenti e le partecipazioni, le opere pubbliche e tutta la spesa corrente. Per ora, l’emergenza Covid-19 non impone particolari allarmi sul fronte della fiscalità comunale. Ma la diminuzione delle produzioni, in alcuni casi, la chiusura di fabbriche, in altri, la forte depressione per i piccoli esercizi commerciali, se si eccettuano i supermercati, come la serrata di molti negozi, potrebbe solo posticipare la mancanza di entrate. Oggi, in videoconferenza da casa, si riuniscono i capigruppo di maggioranza e opposizione per mettere in calendario il prossimo consiglio comunale. «È deciso il rinvio del pagamento delle imposte comunali, tutto sta a vedere se le imprese e studi reggeranno a questo periodo di emergenza e se saranno in grado di fare i primi pagamenti a giugno. Ma questo ora come ora non si può sapere». Insomma, anche l’assessore non nega che difficoltà potrebbero esserci sul fronte della fiscalità comunale. E per questo viene rinnovato un appello: «Che il gettito finanziario dell’Unione europea fra cui i soldi dei finanziamenti strutturali che non devono più tornare indietro a Bruxelles, siano liberati non solo per aiutare direttamente imprese e cittadini, ma anche gli enti locali. Nel caso si presenti una seria difficoltà di entrare fiscali dobbiamo essere in grado di portare avanti la macchina pubblica». —
Alessandro formichella
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