Il Tirreno

Prato

L’epidemia ha messo le ali a chi produce gel igienizzante

di Maria Lardara
Gabriella e Franca Gestri
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Gabriella e Franca Gestri

Da diverse settimane a Montemurlo lo stabilimento della Wally 1925 riceve moltissime richieste di flaconi. Manca però la materia prima: l’alcol

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PRATO. In principio fu la tradizione profumiera toscana. Correva il 1925, la lunga storia del marchio Wally sbocciava dentro le mura di Prato per poi proseguire nell’attuale stabilimento a Montemurlo. Poi vennero i prodotti per il viso, i trattamenti per il corpo e… il gel igienizzante per le mani. Sì, quello che mai come oggi è indispensabile. Così, se alcune grandi aziende dell’universo beauty – gruppo Davines di Parma in testa – hanno iniziato a cominciano a riconvertire alcune linee produttive per far fronte all’emergenza, ha deciso di fare la sua parte anche questa piccola realtà guidata dalle sorelle Gabriella e Franca Gestri. Non solo mascherine: vanno a ruba in questo periodo anche i flaconi di gel per le mani, come quello della Wally 1925 con il 65% di alcol e una delicata profumazione di lavanda. «L’idea di metterlo in produzione era nata agli inizi di gennaio, quando del coronavirus si parlava già in Cina – racconta Camilla Zanolla, responsabile marketing di Wally 1925 e figlia della contitolare Gabriella – Al ritorno dal salone Homi a Milano, abbiamo messo a punto il prodotto che è disponibile da pochi giorni. Abbiamo tante richieste ma diamo la priorità agli ordini alle farmacie e parafarmacie».

La produzione nel laboratorio di via della Robbia a Montemurlo viaggia al ritmo di diversi pezzi al giorno. Ma c’è un problema: la scarsità di materia prima, ovvero l’alcol. Quest’ultimo arriva dal Nord e le consegne sono a singhiozzi in questo periodo rendendo difficile l’approvvigionamento dell’ingrediente principale.
«Speriamo al più presto di riuscire a regolarizzare la produzione in modo da avere un quantitativo ben definito di pezzi prodotti – fanno sapere dalla Wally – In questo momento la domanda supera l’offerta. Contiamo di arrivare a regime entro la fine della prossima settimana in modo da sopperire a tutti gli ordini e garantire tutte le consegne».

L’epidemia in corso non ferma dunque la produzione nello stabilimento di Montemurlo. L’azienda cosmetica ha adottato ogni precauzione sanitaria (mascherine, guanti, distanza di sicurezza), oltre ad aver ridotto l’orario di lavoro (si lavora dalle 8 alle 14) per evitare la paura pranzo come momento di aggregazione. E giovedì 19 marzo sono stati sanificati gli spazi produttivi grazie al servizio offerto dalla pratese Emmegi Group Service, che sta provvedendo a sanificare gratuitamente aziende e uffici. Da Montemurlo alla Val di Bisenzio. Dieci giorni fa era stata la Tricobiotos a regalare al Comune di Vaiano alcuni flaconi di gel disinfettante prodotti per le parrucchiere per mettere in sicurezza gli uffici pubblici, facendone donazione anche alla Caritas.

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