Il Tirreno

Prato

servizi all’infanzia 

Sos dei nidi pratesi «Non abbandonateci»

M. L.
Sos dei nidi pratesi «Non abbandonateci»

Sono 35 le strutture accreditate: si invocano aiuti  viste le mancate entrate dovute allo stop delle attività

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PRATO

«Aiutateci a continuare ad aiutarvi quando l’emergenza sarà finita. Aiutateci a far sopravvivere i luoghi dove crescono i vostri, i nostri, bambini». L’appello è rivolto alle amministrazioni comunali, alla Regione Toscana, alle famiglie. Persino al Governo. Ed è un pugno nello stomaco pensando al vuoto di solitudine che si è creato nei più piccoli con l’emergenza coronavirus. È un grido d’aiuto di 200 strutture accreditate di servizi all’infanzia sparse sul territorio regionale (nidi, ludoteche, spazi gioco), almeno una decina di realtà pratesi (il numero è in crescita) coinvolte nel documento indirizzato anche alla ministra per la famiglia Elena Bonetti. Si invocano aiuti economici per queste strutture, viste le mancate entrate dovute allo stop forzato delle attività.

«Le nostre sono attività che svolgono servizi molto importanti – si legge fra le righe della lettera firmata da “Delegazione servizi all’infanzia della Toscana” – Sono aziende private, la maggior parte gestite da giovani donne. Aziende piccole che non “vendono” ma offrono servizi mirati alle persone. Professionisti, educatori, insegnanti che con amore riescono a mandare avanti con poco tante attività educative, ludiche, teatrali, artistiche e ricreative». A Prato operano 35 realtà di nidi privati accreditati e convenzionati che ospitano circa mille bambini. Alcune di queste strutture hanno chiesto gli ammortizzatori sociali previsti dal decreto “Cura Italia”, alcune stimano all’incirca perdite fra i 10 e 20mila euro al mese (dipende da struttura a struttura) solo per la parte di retta che pagano i genitori. «Entrate fisse importanti per far funzionare l’ingranaggio aziendale, quel poco che serve per pagare gli affitti o i mutui, gli stipendi dei nostri dipendenti, le tasse, le bollette. Le famiglie che usufruiscono dei nostri servizi durante tutto l’anno hanno difficoltà a pagarci. Dove non c’è difficoltà, c’è il disappunto di pagare un servizio sospeso».

Gli scenari futuri sono preoccupanti con la riapertura delle attività educative a data da destinarsi. «Con la chiusura dettata dal Covid 19 siamo costretti a fare i conti con una dura realtà che ci impone di fare una riflessione non sulla qualità ma su come poter sostenere i nostri servizi e non soccombere alle tante spese per i costi di gestione. Si parla del mancato pagamento di tante famiglie delle rette di marzo nonché del probabile mancato pagamento del mese di aprile». Intanto il Comune sta valutando le possibili misure di sostegno per la rete dei nidi del sistema integrato: all’inizio della prossima settimana è previsto un incontro con i rappresentanti delle imprese interessate. –

M. L.

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