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Studio Cordovani, gli psicologi in aiuto gratis contro le ansie

Studio Cordovani, gli psicologi in aiuto gratis contro le ansie

Il servizio di supporto telefonico, in collaborazione col Comune, è partito martedì ed è rivolto a tutte le persone che sono in difficoltà psicologica per il Covid-19

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MONTEMURLO

L’emergenza coronavirus è prima di tutto sanitaria, ma non solo. Un passo indietro agli effetti dell’epidemia sulla salute ci sono infatti quelli economici, sociali e, non ultimi, quelli psicologici.

Sì perché la nostra vita è cambiata da un giorno all’altro e le nostre certezza sono state messe in forse: un mutamento improvviso che può lasciare un segno nella nostra psiche. È per questo che gli psicologi dello studio Cordovani di Montemurlo si sono messi a disposizione dei cittadini attivando, in collaborazione con il Comune, un servizio gratuito di supporto telefonico per coloro che stanno vivendo questo momento con particolare difficoltà. «Ci è venuto spontaneo – spiega la dottoressa Erika Cordovani, coordinatrice dello studio – Con i miei colleghi ci siamo chiesti che cosa potessimo fare davanti a questa situazione, così abbiamo pensato di dare un piccolo contributo con la nostra disponibilità».

Il servizio è partito mercoledì scorso – basta chiamare il numero 3477652687 – e sono già arrivate diverse chiamate. «Si tratta soprattutto di persone in preda all’ansia per la situazione e alla paura del contagio – racconta Cordovani – che nei casi più gravi possono portare a difficoltà a dormire, iperventilazione e attacchi di panico». Il servizio è rivolto anche alle persone contagiate dal Covid-19 e ai loro familiari, oltre che agli operatori sanitari, che in questi giorni si trovano a lavorare in condizioni complesse. «Per ognuna di queste categorie attiviamo protocolli diversi – spiega la dottoressa – anche utilizzando l’emdr, un metodo psicoterapeutico usato in caso di eventi traumatici, come ad esempio i terremoti».

Il rischio infatti è, soprattutto per coloro che vivono in prima persona gli effetti dell’epidemia – i malati, i loro familiari, gli operatori sanitari o chi ha subito un lutto – quello di sviluppare un disturbo post traumatico. «Tutto dipende però dal vissuto e dalle vulnerabilità pregresse della persona – tranquillizza Cordovani – così come dalle risorse psicologiche che ha e riesce a mettere in campo». Insomma chi stava già male o aveva delle debolezze rischia di stare peggio. Anche perché, afferma la psicologa, «L’isolamento è una situazione particolare per tutti». Degli accorgimenti per stare bene e non lasciarsi sopraffare dalle circostanze però ci sono. Come cercare di mantenere i propri interessi o, se si sono tralasciati, riprenderli, spiega Cordovani. E conservare degli spazi per sé.

«Non c’è bisogno di grandi cose, bastano piccole attività – afferma la dottoressa – In questo il supporto tra familiari (come aiutarsi con il coniuge nella cura dei figli) è molto importante». Sconsigliato poi stare attaccati in continuazione alle notizie: «È meglio decidere quando leggerle – dice Cordovani – magari 1 o 2 volte al giorno e preferibilmente non prima di andare a letto». Attenzione anche a come si parla davanti ai bambini: necessario filtrare le informazioni e non commentarle d’impulso, per spiegarle con parole adeguate ai più piccoli. E poi una cosa all’apparenza semplice: avere dei momenti di leggerezza. «Se si può, è importante non perdere il sorriso» spiega la dottoressa. D’altronde si sa, il buonumore fa bene al sistema immunitario. —

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