Il Tirreno

Prato

la testimonianza 

«In ospedale non abbiamo le mascherine adatte»

la testimonianza

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Sono in prima linea, ma non sempre hanno le armi giuste per combattere. In questo caso le armi, oltre ai farmaci, sono gli strumenti per proteggere se stessi e gli altri dal contagio. Un infermiere in servizio all’ospedale di Prato ci ha inviato questo intervento, che riporta l’attenzione sul problema delle mascherine.

«Medici, infermieri e tutti i collaboratori sanitari sono esposti al rischio contagio da Covid-19 - scrive l’infermiere - Questo perché il personale del pronto soccorso e dei vari reparti non ha a disposizione le mascherine idonee Ffp2, mentre quelli delle Terapie intensive e sale operatorie specifice Covid-19 non hanno sufficienti materiali idonei: mascherine Ffp3, tute e visiere. Con tutto ciò ad oggi in Toscana abbiamo già un otorino e un anestesista intubati, un numero indefinibile o meglio che non deve essere quantificato di personale sanitario in quarantena. Il problema maggiore in un quadro di questo tipo è che se ci proviamo a esporre certe problematiche interne le direzioni sanitarie ci avvisano che potrebbero anche licenziarci. Nessuno di noi si tira e mai si tirerà indietro, abbiamo una vita seriamente in difficoltà davanti a noi, ma nella maggioranza di tutti prevale il timore, la paura e la maggior parte non si espone, ci lamentiamo intensamente tra di noi e niente altro. Non è giusto lavorare a ritmi serrati, mal pagati e soprattutto che si debba mettere a rischio la salute nostra e dei nostri familiari per certe situazioni». —

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