Sicurezza
Una valanga di denunce contro chi va a spasso Sono 181 in sette giorni
La Prefettura ha diffuso il bilancio parziale dei controlli delle forze dell’ordine Gli avvocati consigliano di opporsi al decreto di condanna e pagare l’oblazione
Paolo Nencioni / prato
Sono già 181 in meno di una settimana le persone denunciate a Prato dalle forze dell’ordine perché non hanno rispettato il decreto emanato dal governo per contrastare la diffusione del coronavirus, cioè sono uscite di casa senza un valido motivo.
In particolare, ha spiegato la Prefettura, sono state controllate 1.889 persone: di queste 181 sono state denunciate in base all’articolo 650 del Codice penale, cioè l’inosservanza di un provvedimento dell’autorità, 4 per false dichiarazioni e 18 per altri reati. Una persona è stata arrestata e 1.775 esercizi commerciali sono stati controllati. Il titolare di un esercizio commerciale è stato denunciato perché non ha rispettato il decreto del governo.
La Prefettura ha chiarito che in base alle ultime disposizioni non è necessario portare al seguito una fotocopia del documento di identità quando si esce da casa.
Tra i denunciati c’è anche quel cinese di 41 anni che la scorsa notte ha preso a calci la porta del vicino di casa con cui aveva litigato ed è stato sanzionato ai sensi del nuovo decreto. L’uomo ha anche allungato una banconota da 50 euro ai poliziotti e si è preso una seconda denuncia per istigazione alla corruzione.
Quello delle denunce per l’inosservanza del decreto che dispone di stare a casa è un fenomeno abbastanza allarmante, soprattutto perché si pensava che dopo i primi giorni la gente lo avesse capito e che quindi le denunce sarebbero calate, ma stando ai numeri forniti dalla Prefettura sembra che le persone pizzicate in giro senza un valido motivo (cioè andare al lavoro, andare dal medico o in ospedale, un grave stato di necessità) continuano a essere parecchie. Va detto che il decreto non proibisce di andare a farsi una corsetta, ma bisogna comunque garantire le condizioni di sicurezza, soprattutto la distanza minima dagli altri.
Tra quelli che sono stati fermati da carabinieri, polizia, guardia di finanza e polizia municipale ci sono anche molte vecchie conoscenze delle forze dell’ordine che ovviamente danno più nell’occhio. Ma, per dire, c’è anche lo straniero che in centro tutti conoscono come il “mimo” per il trucco bianco in faccia che da qualche tempo non mette più. E poi ci sono quelli che escono per compiere reati e che alla denuncia per lo specifico reato aggiungono quella per il 650 del Codice penale. È il caso dei quattro che sono stati sorpresi dalla polizia a rubare, il primo all’Eurospin di via di Gello e gli altri tre alla Coop di via Valentini.
Teoricamente tra qualche mese quasi duecento persone potrebbero essere portate in Tribunale per rispondere delle passeggiate non consentite, ma non andrà così. Molti si sono rivolti agli avvocati e l’indicazione più frequente ricevuta dai legali è stata di non pagare il decreto penale di condanna che arriverà a domicilio, per evitare che la condanna finisca sul casellario giudiziale, ma di fare opposizione e chiedere l’oblazione, cioè di pagare la metà del massimo (la norma prevede un’ammenda di 206 euro) a cui andranno sommate le spese per il procedimento e l’onorario da versare all’avvocato. Sarà un po’ come aver preso una multa dall’autovelox. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
