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Bloccati a Pompei 17 pratesi “in fuga” verso la Campania
I carabinieri hanno controllato i passeggeri di un autobus quando alcuni residenti hanno visto arrivare auto per prelevare i parenti
PRATO. Diciassette pratesi “in fuga” dalla Toscana sono stati intercettati e identificati dai carabinieri a Pompei e ora sul loro conto sono in corso accertamenti per capire se avevano validi motivi per andare in Campania. Secondo quanto ha scritto “Il Mattino di Napoli”, hanno un’età compresa tra i 19 e i 46 anni e sono originari, oltre che di Pompei, anche di Castellammare di Stabia, Gragnano, Boscoreale, Vico Equense e Torre Annunziata.
La sera di venerdì scorso, un autobus di un’azienda privata è stato visto fermarsi in piazza Falcone e Borsellino, a Pompei, dove c’erano diverse auto di parenti in attesa. È stato tutto molto veloce, ma i residenti si sono impauriti e hanno chiamato i carabinieri, che grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza sono poi risaliti all’identità dei fuggitivi. Questi ultimi hanno fornito le spiegazioni più varie per il loro allontanamento da Prato: l’assistenza ai parenti anziani, l’interruzione del lavoro, motivi di salute. Tutte giustificazioni ora al vaglio dei carabinieri. Se non saranno ritenute valide potrebbero scattare le denunce per l’inottemperanza a un provvedimento dell’autorità, il decreto del governo che vieta gli spostamenti se non per validi motivi.
La storia dell’autobus però pone qualche interrogativo . Nel tragitto di 500 chilometri dalla Toscana alla Campania non è mai stato fermato per un controllo. L’autista e l’azienda secondo i carabinieri non sono perseguibili.
A proposito degli spostamenti da una regione all’altra è intervenuto Giovanni Rezza, il direttore del dipartimento Malattie infettive dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss).
«Il pericolo di un'ondata di epidemia al sud c'è, quello che è successo l'altra domenica è preoccupante quando migliaia di persone si sono spostate da aree ad alta incidenza verso aree di bassa incidenza». —
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