Gioco
Alla Mensa La Pira il pranzo viene fornito con un cestino
PRATO. Non si ferma l’aiuto nei confronti dei più deboli e dei senza tetto. La Caritas sta portando avanti tutti i suoi servizi dall’Emporio della solidarietà in via del Seminario 26, i centri di ascolto e il supporto alle famiglie con Casa Betania.
«Insieme al Comune di Prato continuiamo a svolgere i servizi – spiega Idalia Venco presidente della Caritas di Prato – l’emporio è aperto e come succede nei supermercati c’è un entrata contingentata, non più di quattro per volta, le famiglie fanno delle spese più importanti e utilizzano quasi tutti i punti che hanno per poi rimanere a casa e non uscire seguendo le direttive prescritte. Ogni mese in base al nucleo familiare hanno un tot di punti e li cercano di utilizzare in modo da venire meno all’emporio. Accanto all’emporio ci sono i centri di ascolto e in questo momento a casa Betania, che accoglie italiani e stranieri, il cui reddito è sotto la soglia di povertà, ci sono 16 persone mentre il laboratorio è chiuso. Insieme al Comune stiamo organizzando con i volontari la possibilità di portare la spesa a casa. I volontari stanno continuando a svolgere il loro impegno e il vero problema sono la mancanza di mascherine. Voglio ricordare anche il servizio notturno dove si vede davvero l’aiuto che danno e il supporto a chi vive in strada. Sabato sera sono usciti un operatore e un infermiere, in una Prato deserta, sono usciti per aiutarli e donare loro mascherine e soprattutto per ascoltarli e assisterli. Questo virus ci insegna a vedere tutti con occhi diversi e c’è più solidarietà». Alla Mensa La Pira invece si sono organizzati con i cestini da asporto. Il pranzo viene distribuito direttamente all’ingresso, senza neanche chiedere la tessera.
«Non potevamo fermare il servizio – ha spiegato Elena Pieralli presidente dell’associazione Giorgio La Pira – e quindi, nel rispetto delle norme, abbiamo adottato questa soluzione che ci permette anche di utilizzare meno volontari». Nei cestini, rigorosamente divisi fra vegetariani e con carne (e in questo caso con maiale o no), oltre al panino c’è anche una bottiglia d’acqua, un frutto e un sacchetto con pizza e schiacciata. A breve verranno distribuite vaschette monouso con un pranzo più sostanzioso. In molti sono stati fermati dalle forze dell’ordine e per questo la Mensa ha attivato la consegna di moduli di autocertificazione. Nuove regole anche per il dormitorio dove non viene più rispettata l’alternanza dei quindici giorni. «Anche in questo caso – spiega Pieralli – abbiamo voluto salvaguardare la salute dei nostri utenti, che comunque si sono adeguati alle nuove modalità ringraziandoci per aver mantenuto il servizio».
Al dormitorio di via del Carmine dormono diciotto persone, numero che consente di mantenere le distanze previste, mentre nella palazzina di via Roma sono sei i senza fissa dimora che utilizzano le tre stanze messe a disposizione dall’amministrazione comunale. In calo anche i numeri degli utenti della mensa dove dai 145 della settimana scorsa si è passati a 100 circa. Chiuso anche il nuovo centro diurno in viale Borgo Valsugana per evitare assembramenti. –
Vezio Trifoni
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google