Toscana
Garà di solidarietà, raccolti 80.000 euro per aiutare l’ospedale
All’iniziativa promossa dalla Fondazione Ami partecipano anche molti cinesi E a Poggio scatta la campagna delle associazioni “I Giullari” e “Giova Production”
prato. In due giorni oltre mille persone hanno donato 80.000 euro. Una corsa per affrontare l’emergenza Covid 19 e soprattutto per aiutare il reparto di Terapia intensiva dell’ospedale Santo Stefano. Prato si risveglia scoprendosi città dal cuore grande con donazioni da italiani e da cinesi che da due giorni camminano a ritmo incessante sul portale www.gofundme.com. «Commovente, in meno di due giorni stiamo raccogliendo cifre importanti e altre ne stanno arrivando - dice Claudio Sarti, dirigente dell’Asl Toscana Centro e presidente dell’Ami Prato, Fondazione nata dieci anni fa per sostenere le politiche sanitarie dell’area materno-infantile.
“Emergenza Coronavirus per Ospedale di Prato”, si chiama così la campagna di crowfunding aperta dalla fondazione pratese che in questo momento, oltre agli strumenti necessari per la pediatria, si sta impegnando pancia a terra a raccogliere fondi per l’ospedale. L’obbiettivo è arrivare a 100.000 euro, e dovrebbe essere raggiunto già oggi.
«I fondi raccolti possono servire per ogni cosa, siamo in una fase di emergenza vera – dice Claudio Sarti – come Ami ci proponiamo di essere punto centrale delle altre associazioni che ne fanno parte per sostenere l’attività dell’ospedale ora in questo momento e nei prossimi giorni. È indefinibile adesso poter capire quando finirà davvero l’emergenza Covid 19, servono mascherine, attrezzature, ventilatori meccanici nel caso sia richiesto dall’Asl».
«Molti cinesi stanno facendo offerte consistenti» , spiega ancora Sarti che comunica, tra le altre cose, la donazione di 50mila euro da parte dell’azienda Manteco di Montemurlo. Una donazione che transiterà anch’essa dalla Fondazione Ami.
Tra quelli che hanno fatto le donazioni più consistenti c’è il commercialista Giuseppe Nicodemo (1.600 euro), il Rotaract Club Prato (1.500) e poi ancora tanti cinesi come Li Zhang (1.000), Lidan Zhang (1.000), Shujing Chen (1.000) insieme a Riccardo Cecchi (1.000).
«Come sempre l’ospedale funziona ed è pronto anche a queste emergenze. Abbiamo però bisogno del contributo di tutti per comprare apparecchiature e dispositivi di protezione per gli operatori. Aiutateteci ad aiutarvi» ha scritto Daniela Matarrese, Direttore sanitario dell’ospedale di Prato sulla pagina di raccolta delle donazioni.
Ma il portale www. gofundme. com sta ospitando iniziative promosse anche da altre associazioni del territorio. È il caso dell’associaziazione “I Giullari” di Poggio a Caiano che in poco più di mezza giornata ha raccolto 2.680 euro, sempre attraverso la piattaforma on line, www. gofundme. com, per aiutare sempre l’ospedale Santo Stefano. Anche qui l’obbiettivo è l’acquisto di materiale sanitario, mascherine, camici protettivi, occhiali e quanto necessita. In accordo con la direzione del Santo Stefano, l’associazione “I Giullari” di Poggio a Caiano, un gruppo di giovani fra cui alcuni soci che sono anche operatori sanitari, ha deciso di mettersi in moto per dare sostegno al sistema sanitario. «Una campagna piccola la nostra, ma le persone stanno rispondendo – dice Alessandro Pucci, classe 1991, infermiere, presidente dei “Giullari” e consigliere comunale a Poggio – bisogna condividere più possibile via Internet, sui social. Siamo in accordo con la direzione dell’ospedale, servono continuamente mascherine, teli di protezione, guanti e altro, stiamo contattando i fornitori e c’è un problema serio, sono tutti fermi senza più materiale» . All’associazione I Giullari si è accodata un’altra associazione, il Gruppo Giova Production, anche questa composta da giovanissimi, che ha già donato 1000 euro. «Potremmo acquistare direttamente noi il materiale e poi portarlo all’ospedale – prosegue Alessandro Pucci – mi sono attaccato al telefono ieri cercando i fornitori, ma non è rimasto niente. Così via via faremo i bonifici di quanto raccolto concordando con la direzione sanitaria dell’ospedale» . È una gara di solidarietà vera al ritmo dell’unico mezzo che permette adesso di muoversi, Internet e i social media. In quest’ultimo caso la campagna di contributi per l’ospedale di Prato si chiama “Aiutiamo a respirare! Ospedale S. Stefano di Prato” . «Si può contribuire con qualsiasi cifra, crediamo sia necessario farlo e sostenere il sistema sanitario in questa dura emergenza» , dice ancora Alessandro Pucci. Insomma, La solidarietà non si ferma. —
Alessandro Formichella
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