Il Tirreno

Prato

Ostensione della Sacra Cintola a porte chiuse, non era mai successo

di Azelio Biagioni
L'ostensione della Sacra Cintola
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L'ostensione della Sacra Cintola

La cerimonia sarà celebrata giovedì 19 marzo in concomitanza con la "Preghiera per il Paese" indetta dalla Cei

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PRATO. Ci sarà un’ostensione straordinaria della Sacra Cintola per affidare la città alla protezione della Madonna in questo momento di emergenza del coronavirus. L’ostensione si terrà giovedì 19 marzo, solennità di San Giuseppe. Il rito, officiato dal vescovo monsignor Giovanni Nerbini, per la prima volta nella storia avverrà a porte chiuse, all’interno della cattedrale di Santo Stefano, in ottemperanza alle direttive governative per il contenimento della diffusione del Coronavirus. Accanto al vescovo, tra le poche persone ammesse in duomo, ci sarà il sindaco Matteo Biffoni. L’ostensione straordinaria avverrà in concomitanza con la “Preghiera per il Paese”, indetta proprio per la festa di San Giuseppe dalla Cei. Tutti gli italiani sono invitati, alle ore 21 di quel giorno, ad esporre una candela alla finestra o un drappo bianco e a unirsi in preghiera con la recita del rosario. L’ostensione del Sacro Cingolo avverrà al termine della recita del rosario, guidato dal vescovo. Che nei giorni scorsi ha invocato, ancora una volta, la protezione della Madonna su Prato che da secoli si definisce «Città di Maria». Monsignor Nerbini ha inviato un video-messaggio ai sacerdoti e ai diaconi pratesi per esprimere la sua vicinanza di pastore e per invitarli a fare ricorso alle nuove tecnologie e anche al telefono per star vicino alla gente, particolarmente agli anziani e ai malati.

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