Il Tirreno

Prato

Se il cliente non va più al negozio è il negozio che va a cercare il cliente

Maria Lardara
Se il cliente non va più al negozio è il negozio che va a cercare il cliente

Aumentano gli esercizi commerciali che portano la spesa a domicilio: ecco i primi esempi nel centro storico

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prato. Se la massaia non va al negozio, è il negozio che va dalla massaia. Pesce, frutta, verdura, pane, latticini, panini già pronti. Perché alle 18 scatta il coprifuoco per bar e ristoranti ma alimenti e piatti già pronti possono viaggiare sulle due o quattro ruote per entrare nelle case dei pratesi. Visto che gli appelli lanciati per restare a casa si fanno sempre più forti, alcuni negozianti e ristoratori del centro storico si affidano al take away e alle consegne a domicilio per non perdere clienti. In questo modo si limitano i contatti e non si rinuncia alla buona cucina. Così ieri mattina la chat del negozio “Uscio e Bottega” era in fermento: su Whatsapp fioccavano i primi ordini di prodotti freschi, latticini, verdure. «Le persone anziane ci ordinano soprattutto beni di prima necessità come latte, farina e zucchero – spiega Fausto Amatucci – Abbiamo ricevuto anche un ordine dei nostri panini conditi da parte di professionisti che non vogliono muoversi dall’ufficio per andare a pranzo». L’unione fa la forza, in queste circostanze. La spesa arriva a casa dei residenti del centro e zone limitrofe grazie alla collaborazione fra “Uscio e bottega” e la pescheria “Lo Squalo”. Il primo negozio tira giù il bandone alle 16, il secondo alle 19.30. Se qualcuno ha bisogno della spesa per l’ora di cena, ecco che si mette in moto il furgone refrigerato della pescheria: la linea “pronto e cuoci” di pesce sta avendo successo. «Ho in programma le prime consegne a domicilio per le vaschette di pesce già pulito e sfilettato», racconta il pescivendolo Piero Di Marco. Ovviamente, anche nel caso di consegne a domicilio, continua a valere la regola di mantenere un metro di distanza. Rimanendo in via Santa Trinita, anche “L’Orto di Nené” si è organizzato per la vendita e delivery di frutta e verdura. Si ordina per il pranzo e per la cena anche da “Cibino” di via Pomeria che già da tempo ha un’app per gestire direttamente le consegne dentro e fuori le mura. Chi si è organizzato con il pranzo da asporto è Renzo Bellandi del ristorante “Megabono” di via Ser Lapo Mazzei: secondo la normativa, dopo le 18 è prevista solo la consegna a domicilio del cibo. «Quest’ultima comporta dei costi aggiuntivi a carico del ristoratore», osserva Bellandi. Ci provano “Il Dek” e “Shark” in piazza delle Carceri. «Alle 18 è obbligatorio chiudere a pubblico – sottolinea Francesco Secci – Con il take away e il servizio a domicilio si può andare oltre». Stessa musica per il loro vicino di casa: “Il gelato del Liga” prende ordinazioni su Whatsapp per consegnare tante dolcezze dalle 18 alle 20. Non solo cibo ma anche bevande. Se “Mosto di malto” di via Mazzini consegna la birra artigianale dalle 19 alle 22.30, in via del Serraglio il vinaio Gori non si fa trovare impreparato con il vino sfuso a domicilio. Intanto, ieri mattina via Guasti si è svegliata con una pioggia di messaggi beneauguranti con la frase “Tutto andrà bene”. Tanti fogliettini adesivi attaccati sui bandoni dei negozi della centralissima strada a due passi da piazza del Comune: Prato reagisce anche così alla paura del coronavirus. —

Maria Lardara

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