Lutto
Il suono del silenzio nella prima notte di coprifuoco In piazza solo Tonino
C’era una volta la movida: strade deserte nella città ai tempi del coronavirus
La sceneggiatura è da disaster movie, la colonna sonora “The sound of silence”, la fotografia sarebbe meglio in bianco e nero. È la prima notte di coprifuoco a Prato, una cosa che solo i novantenni possono ricordare, quando passò il fronte. Strade vuote, serrande abbassate, ristoranti e bar sprangati. Se non ci fosse la luce delle vetrine a illuminare la scena il quadro sarebbe ancora più triste. Quello che colpisce di più è il silenzio assoluto, in una serata di luna piena senza un alito di vento, che in altre occasioni sarebbe animata dal cicaleccio dei passanti e dagli schiamazzi degli amanti della movida. Certo, il martedì non è il giorno più affollato della settimana nel centro storico di Prato, ma stasera non c’è proprio nessuno, o quasi. Due ragazze che portano a spasso il cane, qualche straniero prevalentemente in bicicletta che si guarda attorno stranito. E Antonio Intili detto Tonino, che i frequentatori del centro conoscono come il sindaco del Cantiere, e che infatti è regolarmente seduto in beata solitudine sulla fontana del Bacchino, in piazza del Comune, e chiede una sigaretta. Poi si rimette a pescare spiccioli con una calamita dalla fontana spenta (per ora ha preso solo un paio di chiavi). Vuota via Santa Trinita, vuota via Ricasoli, deserta piazza Duomo, straordinariamente silenziosa via Settesoldi, il centro della movida, che a quest’ora (sono le 21, 30) comincerebbe ad animarsi, bellissimo ma senza spettatori il Castello dell’Imperatore incorniciato dalla luna che spunta dalle nubi. Ti fermi un attimo e pensi che in fondo è quasi un privilegio godersi tutta questa bellezza in solitudine. Deve averci pensato anche il sindaco Biffoni, che intorno alle 22 si è fatto un giro in via Settesoldi per fare un video poi condiviso su Instagram per invitare i pratesi a non mollare. C’è un tale silenzio che si sente perfino lo sgocciolare lento della fontana dei delfini in piazza San Francesco, il raspare del cane che ha appena fatto i suoi bisogni nell’aiuola lì accanto e il leggero sibilo del monopattino elettrico col quale ci muoviamo nella notte. Un silenzio che non è rotto nemmeno dalle voci delle televisioni dietro le finestre, come in quell’indimenticabile scena del “chi ha fatto palo? ” nel Secondo tragico Fantozzi (l’Atalanta sta vincendo a Valencia ma, come dire, non è la stessa cosa di un gol di testa di Zoff). Poi ti scuoti e ti ricordi il motivo di tutto questo silenzio, e non vedi l’ora di tornare a sentire qualche schiamazzo. Bisognerà aspettare un bel po’. —
Paolo Nencioni
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