Il Tirreno

Prato

DISTRETTO TESSILE 

Fornitori e clienti sottoposti ai controlli preventivi

. ; M. L.

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PRATO. Guanti, mascherine e termometri scanner per misurare la temperatura. No, non siamo all’aeroporto e le persone controllate non sono passeggeri in coda. Sono fornitori e clienti del lanificio Pontetorto che passano il controllo all’ingresso della sede di via Roma, a Montemurlo. L’emergenza coronavirus rende più severe le misure di sicurezza e precauzione nel distretto tessile. Le realtà industriali più strutturate si sono attivate con misure straordinarie mentre la produzione va avanti. «Sta passando il messaggio opposto: i clienti sono preoccupati, da ogni angolo del mondo ci chiedono se siamo fermi», sottolinea Luigi Banci della Pontetorto. E invece le macchine sono in funzione. Il personale è al lavoro, sensibilizzato alle misure di prevenzione e contenimento dell’epidemia.

Il fornitore cinese generoso. All’ingresso della Pontetorto le guardie giurate controllano la temperatura. Indossano la mascherina tutti i 120 dipendenti dell’azienda partecipata dal gruppo giapponese Daidoh Limited. Ovunque in fabbrica è pieno di boccioni di Amuchina gel «Fortunatamente abbiamo mascherine a sufficienza – spiega Banci – C’è tanto senso di solidarietà da parte dei cinesi. Il nostro fornitore asiatico di filati di lino ci ha spedito una scorta di questi dispositivi di sicurezza». Ironia della sorte, venti giorni fa la famiglia Banci aveva spedito nel Sol Levante ottomila mascherine per gli stabilimenti che ha in Cina il socio giapponese. Adesso i rapporti di forza si sono rovesciati: è in preparazione un ordine di mascherine dall’Oriente con destinazione Montemurlo.

L’autocertificazione. Campioni, guanti e mascherine. Salute e sicurezza sono gli imperativi al Gruppo Colle che dà lavoro a 170 persone. Fornitori e clienti che entrano allo stabilimento di Colle devono firmare una dichiarazione in cui attestano di non aver visitato recentemente le aree più a rischio (Lombardia in primis), ma anche di non avere un quadro di sintomi riconducibili al coronavirus. Non solo: gli ingressi del personale in azienda sono contingentati e all’ingresso è stata strutturata un’area per visionare i campioni con guanti e mascherine. «Se i clienti non li hanno, li forniamo noi –spiega l’amministratore delegato Riccardo Matteini – I fornitori si adeguano, i clienti sono diligenti. Chiediamo a tutti di attenersi all’iter procedurale richiesto all’entrata». Ma il numero uno del Gruppo Colle ha una preoccupazione. «I prezzi dei prodotti chimici stanno lievitando di prezzo». La paura dello stop. Anche in rifinizione si rispetta il metro di distanza come limite di sicurezza. «È dura tenere l’equilibrio fra esigenza di mantenere la produzione e massimo rispetto delle norme di sicurezza – fa notare Dalila Mazzi della Nuove Fibre – Come si fa a parlare di smart working per le nostre lavorazioni? Il nostro manifatturiero non ci concilia sempre con l’evoluzione tecnologica». —M. L.

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