Sicurezza
Triplicare i posti letto in terapia intensiva
A Prato attualmente i posti sono 15, l’obiettivo è di portarli entro breve a 45 L’intento è anche quello di velocizzare i tempi dei test per scoprire il virus
Il sistema sanitario toscano vuole essere pronto all'aumento di casi dovuti al Covid 19 (ieri sono stati 56 i nuovi tamponi positivi per un totale di 259) e cercherà di triplicare il numero di posti letto di terapia intensiva e sub intensiva. A Prato attualmente sono 15, l’obiettivo è di portarli in breve tempo a 45. Tutto questo quando arriva il primo caso di un cittadino montemurlese risultato positivo al test del Covid-19 ricoverato all'ospedale Santo Stefano. «Dopo le misure messe in campo dal Governo - spiega il consigliere regionale Nicola Ciolini - vogliamo farci trovare pronti se dovessero aumentare con percentuali elevate i casi di corona virus nella nostra regione. Per questo l'obiettivo è quello di triplicare, da 60 a 150-200, i posti letto nell'area Toscana centro. Il modello sarà quello lombardo visto che è stato il primo e con il maggior numero di casi. Potenzieremo gli spazi dedicati recuperando aree all'interno dell'ospedale o in strutture già convenzionate». Un altro aspetto che a breve, all'ospedale Santo Stefano, potrà essere implementato in caso di peggioramento della diffusione del virus sono i test per i risultati sul corona virus. «Abbiamo bisogno dei macchinari, software e delle adeguate risorse umane - ha spiegato la primaria del reparto malattie infettive Donatella Aquilini - E’ chiaro che un’altra cosa fondamentale sarebbe quella di avere test rapidi e poco costosi». Chi segue con attenzione la situazione è Renzo Berti, il medico a capo del Dipartimento di Prevenzione Asl Toscana Centro che comprende anche l'area ospedaliera di Prato e la sua metafora «Non fasciamoci la testa, ma mettiamoci il casco» è esemplificativa di una situazione in movimento. «La sanità toscana in questo momento è messa a dura prova - spiega proprio Renzo Berti - soprattutto per lo sforzo di programmare l’attività anche a fronte di scenari sempre più critici. I livelli organizzativi si confrontano sistematicamente e sono state messe in campo misure di prevenzione e comunicazione anche per la parte ospedaliera». Anche gli infermieri sono in prima linea. «E' chiaro che il personale sanitario e io parlo a nome degli infermieri - mette in evidenza Gabriele Panci, presidente dell'ordine delle professioni infermieristiche di Prato - è in trincea ed è sottoposto a un lavoro professionale, senza soste e con orari allungati, di grande attenzione. Gli infermieri escono da un percorso di studi importante e possono essere subito inseriti nelle strutture ospedaliere a garanzia dei cittadini per una tutela comune in un momento delicato come questo». L'opposizione intanto chiede la riqualificazione di strutture già esistenti. «Esistono strutture che, in una situazione di emergenza come quella che stiamo vivendo, potrebbero essere messe a disposizione del sistema sanitario regionale attraverso un'opportuna e veloce riqualificazione - chiede il senatore di Fratelli d'Italia, Patrizio La Pietra - E' il caso degli ospedali di Prato, Pistoia, Lucca e Massa da pochi anni inaugurati, ma dove le vecchie strutture potrebbero essere idonee ad accogliere i ricoverati». —
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