La manifestazione
Gida, approvato l'aumento di capitale
Dopo polemiche e spaccature l’assemblea dei soci ha accolto la proposta del presidente: nelle casse
della società 4,5 milioni in più
PRATO. Via libera all’aumento di capitale di Gida - la società di gestione degli impianti di depurazione acque - per un ammontare complessivo di 4,5 milioni di euro. Dopo il passaggio in consiglio di amministrazione, avvenuto lo scorso 7 gennaio, anche l’assemblea dei soci ha approvato a maggioranza l’aumento di capitale proposto dal presidente Alessandro Brogi nell’ultima riunione di venerdì pomeriggio. I soci, amministrazione comunale di Prato, Confindustria Toscana Nord Lucca, Pistoia e Prato e Gruppo Consiag, avranno tempo fino alla fine del 2020 per aderire, secondo le rispettive quote, all’aumento di capitale appena approvato. «È stata una dialettica con passaggi a tratti anche duri, ma ringrazio i soci, che hanno sempre agito per il bene della società e del distretto – commenta il presidente di Gida, Alessandro Brogi – Abbiamo raggiunto un obiettivo importante, che metterà in grado l’azienda di raccogliere e affrontare al meglio tutte le sfide dei prossimi anni. Gida sta attraversando una fase cruciale per il futuro della città».
Si chiude così un contenzioso interno ai vari soci della Gida, che ha portato a tratti a vere e proprie spaccature dopo la proposta della ricapitalizzazione avanzata dal presidente Brogi. Il voto favorevole all’operazione da parte del consiglio di amministrazione della società era avvenuto il 7 gennaio, contrapponendo da una parte Comune e Consiag e dall’altra la componente di consiglieri della Confindustria Toscana Nord. Gli imprenditori erano contrari all’operazione in quanto aveva già versando un miliardo e mezzo nelle casse della Gida e non ne volevano sapere di sborsare altri contributi. Frattura, a quanto pare sanata visto l’esito dell’assemblea dei soci di venerdì.
Il consiglio di amministrazione e l’assemblea dei soci hanno deciso di ripartire in questo modo le somme da versare nelle casse di Gida: il Comune, che partecipa a Gida con il 46,92%, dovrà dare 2 milioni e 100mila euro; Confindustria (45,08% delle quote), darà 2 milioni; a Consiag (con l’8% del capitale) toccheranno 400mila euro.
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