Il Tirreno

Prato

I genitori pagano retta e baby sitter e 35 nidi convenzionati sono al palo

Veronica Scopelliti, direttrice della “Gang del bosco” di viale Galilei, all’interno dell’asilo nido
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Veronica Scopelliti, direttrice della “Gang del bosco” di viale Galilei, all’interno dell’asilo nido

Prato, al problema dei rimborsi richiesti si aggiunge quello del lavoro del personale delle cooperative

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PRATO. La retta di marzo l’avevano già pagata. Ma ora pagano anche la baby sitter perché le porte dell’asilo sono chiuse e serve una “tata” per coprire l’orario di lavoro dei genitori. La sospensione dei servizi educativi per la fascia di età dai zero ai tre anni diventa un grattacapo per le famiglie alle prese con il dilemma dei rimborsi. Ma è anche una spina nel fianco delle cooperative che gestiscono i nidi privati convenzionati con il Comune. Che sono 35 e rischiano di trovarsi con l’acqua alla gola per questi undici giorni di chiusura che hanno costretto i gestori, ad esempio, a mettere in ferie le educatrici. Nidi sommersi da una valanga di dubbi e richieste da parte delle famiglie che nel frattempo hanno già saldato la retta di marzo. A Prato sono circa mille i bimbi iscritti ai nidi convenzionati, dal 4 marzo a casa. Tutto questo mentre aleggia l’incubo di una proroga dello stop alle attività educative.
REBUS RIMBORSI
Alcuni nidi sono strutturati con una cucina interna. Come “La gang del bosco” di viale Galilei che è frequentata da un centinaio di bimbi (fra nido e materna paritaria). Giovedì la direttrice Veronica Scopelliti e le cuoche hanno dovuto svuotare in fretta e furia il frigorifero dalla carne. «Qui la retta viene pagata solitamente fra il primo e il cinque di ogni mese. I genitori sono in allerta, ci chiedono istruzioni per il rimborso». Stessa musica anche al nido Peter Pan. «Meno della metà dei genitori non ha pagato perché la decisione da Roma è arrivata il 4 marzo», fa sapere la direttrice Carmela Sozzo. I genitori si aspettano uno sconto, i nidi hanno dei costi fissi e gli educatori sono a casa. Mentre i gestori fanno pressing sul Comune per aprire un tavolo di confronto attraverso la Confartigianato, buone notizie dovrebbero arrivare da un decreto legge di prossima uscita contenente misure a sostegno di lavoro e famiglie. «Si parla di rafforzare il fondo d’integrazione salariale: questo permetterebbe di coprire i costi del personale», fa notare Marco Paolicchi al timone della coop Pane e Rose (Nido di Baloo e Il Bosco Incantato).
“SCONTO” AI COMUNALI
Va meglio ai genitori degli iscritti ai 7 nidi comunali. Il regolamento prevede che gli utenti abbiano diritto a una riduzione della retta se il servizio viene sospeso per cause di forza maggiore. Il contributo di marzo, pagato agli inizi di aprile, verrà dunque “scontato” per gli undici giorni di chiusura. Quanto al tavolo, il Comune prende tempo in attesa del decreto legge. «Siamo di fronte a una partita importante per lavoratori e famiglie – sottolinea l’assessora alla pubblica istruzione Ilaria Santi - Se si guarda una sola faccia della medaglia, si rischia di perdere l’altra».
SERVIZI IN APPALTO
Insegnanti di sostegno nelle materne comunali, facilitazione linguistica, gestione di un nido e di una scuola dell’infanzia comunale (Fontanelle): sospesi anche questi servizi erogati da Pane e Rose, spesso insieme ad altre coop del territorio come Alice. Giovedì sarebbe arrivata comunicazione dagli uffici comunali che “niente sarà dovuto” per le ore perse.

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