Il Tirreno

Prato

PRATO È QUASI UN’ISOLA FELICE

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Qui non è il caso di fare classifiche di merito, perché su certe cose alla fine siamo tutti sulla stessa barca, ma il fatto che a Prato, unica provincia in Toscana, non ci sia stato finora un solo caso di positività al coronavirus qualcosa ci dice. Qualcuno obietterà: un caso c’è stato, quello di lunedì scorso. Ma poi si è scoperto che si trattava di una donna residente a Firenze, arrivata al Santo Stefano direttamente da casa sua. Dunque, mentre sta per finire la settimana più dura sul fronte dell’epidemia, Prato sta ancora a zero. Merito di profilassi e prevenzione? Semplice fortuna? Lo sapremo presto, perché si è capito che il virus se ne infischia dei campanili, ma una cosa già la possiamo dire: non ce lo hanno portato i cinesi, non i “nostri” cinesi, almeno. Quelli tornati dalla Cina si sono chiusi in casa e la quarantena volontaria sembra abbia funzionato, al netto di tanti discorsi e leggende metropolitane sui capannoni pieni di malati.

Ora si tratta di non mollare. Ogni giorno che passa, e sarà così non si sa fino a quando, aumenta la probabilità che un contagio arrivi, perché si moltiplicano quelli intorno a noi, da Firenze a Pistoia, da Empoli a Pontassieve. E non mollare significa continuare a prendere tutte le precauzioni possibili, lavarsi le mani, evitare gli affollamenti, sospendere (si spera per poco) le effusioni. Ma anche, come dice il presidente Mattarella, non farsi sconfiggere dalla paura.

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